
Andata e ritorno o, come da titolo di un pezzo degli Psychonoesis, ritorno e andata?
Dunque Macao giunge a Milano e Milano va a Macao. E che succede? Questo…

Dunque, Macao divenne colonia portoghese in Cina nel 1557 e in seguito a innumerevoli vicende, dice Wikipedia che…
“Dopo la caduta del regime di Salazar in Portogallo, il 25 Febbraio 1974 la Cina rifiutò ancora la restituzione di Macao, nel 1975 il piccolo contingente militare portoghese fu ritirato. Il 17 Febbraio 1976 il nuovo statuto dichiarò Macao territorio speciale cinese in amministrazione portoghese, ed il concetto di amministrazione temporanea venne ribadito l’8 Febbraio 1979, dopo il ristabilimento dei rapporti diplomatici fra Cina e Portogallo. In quell’occasione il Portogallo riprese la totale sovranità su Macao re-introducendo il concetto di Territorio portoghese d’oltremare. L’accordo sino-lusitano del 26 Marzo 1987 prevedette il ritorno definitivo di Macao alla Cina e il passaggio ufficiale sarebbe avvenuto alla mezzanotte del 20 Dicembre 1999. Così Macao dopo 442 anni di controllo portoghese tornò sotto sovranità cinese. Nella dichiarazione congiunta è stato stipulato che Macao manterrà comunque un elevato livello di autonomia fino al 2049, quindi fino a cinquant’anni dopo il trasferimento.”
Cosa vogliamo dire? I gestori, i portoghesi, a seguito di una decadenza, di una crisi come piace dire oggi, abbassano la guardia e perdono le ricchezze acquisite ovvero la capacità di gestirle. Ma il territorio che li ha sopportati non riconosce più in quei confini i propri figli. E’ così che la Cina rifiuta Macao.
E’ dunque lungo il percorso che porta a re-incorporare il tessuto infettato all’interno dell’organismo: luogo prima preso con forza, poi reso straniero e infine riconquistato. Così gli abitanti di Macao stetti tra un potere coloniale e un territorio che non li riconosce rimane smarrito. Si organizza, lotta per essere solo quel che resta di se stesso e, così ci auguriamo, cresce senza genitori…come un pensiero bastardo. Ma una madre c’è. E’ la città, la Cina. Così guarda il proprio grembo la città e infine riconosce lentamente il proprio figlio, lo perimetra, ne misura la forza e la potenza, infine lo colloca. A mezzanotte, tuttavia, Cenerentola si spoglia dell’abito da sera e reinterpreta la propria umile maschera.

Cosa fa allora la città? La città, la madre, la Cina ha un antidoto. Lasciare l’autonomia può essere un onore, ma anche un onere. Dunque la Cina lascia crescere Macao con le sue gambe e osserva se rimanga in vita per 50 anni prima di riconoscere davvero la propria discendenza.

Cosa farà per 50 anni Macao? Riuscirà a rimanere in vita? Riuscirà a costruire vita e diventare madre? Chi è il padre?
