Cascina Linterno diventa “Agorà” per la notte delle Perseidi 2015

Grande serata ieri 12 agosto, nell’ormai consueto incontro della notte delle Perseidi, quest’anno spostato nel prato del falò del Parco dell Cave, per via del recente restauro della cascina Linterno da parte del Comune e del Politecnico di Milano.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Amici Cascina Linterno in collaborazione con l’Associazione Culturale Il Multiverso, ha visto trasformato per qualche ora l’area del prato prescelto in una piccola “agorà”, in occasione della settima edizione di “In cascina con il naso all’insù”, quarta dedicata all’affascinante fenomeno delle stelle cadenti dello sciame di agosto. Infatti quest’anno l’astrofisico Igor Proverbio ha rievocato la figura della grande scienziata e filosofa ellenistica Ipazia di Alessandia a 1600 anni dalla scomparsa, in un accattivante parallelo tra i grandi centri culturali dell’antichità, aperti (nel periodo ellenistico) a tutta la polis senza preclusione, e le cascine della città di Milano nel ruolo sempre più importante di centri di agri-cultura, di confronto di idee e di stimolo ad un’identità collettiva, di aggregazione, di accoglienza, di collegamento diretto tra memoria e futuro. Come rimarcato anche da Gianni Bianchi, sicuramente un ottimo segnale in tal senso è il successo della cinquantina di iniziative organizzate solo quest’anno dall’associazione Amici Cascina Linterno.

La seconda parte della serata è stata dedicata alle Perseidi e all’illustrazione del cielo estivo attraverso la suggestione della narrazione, dei suoni e di incredibili immagini astronomiche, in una rassegna di oggetti celesti che sono stati al centro della cronaca proprio quest’anno, come Plutone vista dalla sonda New Horizons o gli esopianeti simili alla Terra scoperti dalla Kepler, tutti oggetti fortuitamente presenti proprio nei cieli notturni di questi giorni.

Il pubblico che ha affollato il prato del falò in una fitta distesa di plaid e sdraio che ha resistito fino oltre la mezzanotte, conferma sicuramente il crescente interesse per l’inusitato connubio tra astronomia e il mondo rurale. Il cielo della serata è stato clemente nonostante una lieve foschia che riverbera ancora troppo le luci della città, e ha tuttavia concesso di tanto in tanto urla di gioiosa esultanza collettiva all’avvistamento di qualche Perseide.

Pubblichiamo su richiesta del pubblico a seguire la tavola dei tempi di esposizione per immortalare le stelle cadenti in condizioni di buona visibilità (magnitudini limite tra 5 e 6,5)

Cieli sereni a tutti!

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Agosto con il naso all’insù: le stelle cadenti e Ipazia d’Alessandria

Le Associazioni Il Multiverso e Amici Cascina Linterno sono liete di invitarvi al settimo incontro Con il naso all’insù a cura dell’illustrissimo Dr. Igor Proverbio, astrofisico e fantafisico senza eguali nel Multiverso. In questo incontro, oltre ad osservare lo spettacolo delle stelle cadenti a caccia delle Perseidi, ricorderemo la grande scienziata e filosofa d’epoca tardo ellenistica Ipazia di Alessandria. Seguiranno tante sorprese oltre all’introduzione al cielo e all’osservazione diretta del fenomeno meteoritico. Appuntamento dunque mercoledì 12 agosto alle ore 21.15 presso Cascina Linterno, via Fratelli Zoia 194, Milano. Suggerito di dotarsi di plaid, binocoli, straio, chitarre, desideri e fantasia!

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III. Galileo: filosofia, cosmologia, uomo

3. Galileo non nasconde i suoi oppositori. Nell’incipit del Dialogo, rivolgendosi al discreto lettore, Galileo chiarisce che la filosofia a cui si riferisce non è quella di alcuni che: “[…] di professione Peripatetici, ne ritengono solo il nome, contenti, senza passeggio, di adorar l’ombre, non filosofando con l’avvertenza propria, ma con solo la memoria di quattro principii mal intesi”. I quattro principi cui si riferisce Galileo sono, io credo, le note quattro cause attraverso cui Aristotele spiega il movimento: causa materiale che indica ciò di cui una cosa è fatta, causa efficiente (o motrice) che indica ciò che mette in moto la cosa ovvero ciò che fa iniziare un processo, causa formale che indica la forma che acquisirà o raggiungerà l’oggetto (pro-getto), causa finale che indica il fine per cui una cosa è fatta. Aristotele indica queste cause anzitutto per spiegare cosa sia la tecnica (arte poietica) ma poi anche i corpi naturali e infine celesti. La spiegazione dell’oggetto scientifico da qui si disinteresserà dei fini per concentrarsi sulla meccanica. La nostra scienza, che dal visionario Galileo prende piede, tutt’ora si concentra sul come schiacciando il perché qualcosa si muova sulle sole cause meccaniche. Dunque Galileo se la prende con alcuni aristotelici del suo tempo che, basandosi sul principio di autorità, non riescono a spiegare nulla e rimangono contenti della propria erudizione; non si manche di notare il riferimento esplicito di Galileo al mito della caverna di Platone. Le ombre su cui questi peripatetici concentrano la loro adorazione sono esattamente quelle che la sua nuova scienza vuole illuminare attraverso l’uso della geometria e della matematica le quali raccontano il vero, come suggerito nel Timeo dello stesso Platone. Si noti di sorvolo che similmente fece Cartesio nei confronti della sapienza scolastica, ritenuta totalmente insoddisfacente; così, scrive il filosofo francese nel Discorso sul metodo si allontanerà dalla erudizione scolastica “[...] avendo deciso di non cercare altra scienza se non quella che potevo trovare in me stesso oppure nel gran libro del mondo”. Non possiamo soffermarci su similitudini e differenze tra Galileo e Cartesio, tuttavia vorrei sottolineare come per entrambi il mondo si sia trasformato in un libro da leggere, qualcosa più di una metafora, piuttosto una metamorfosi. Sciolti i lacci dalla sapienza del passato Galileo (e Cartesio) cercano il fondamento nel gran libro della natura attivando una nuova capacità di lettura (quella matematica) dei segni del mondo.

Quale filosofia allora invoca Galileo? Una nuova filosofia che non si basi sulle conoscenze del passato ma che si basi su osservazione, misura e calcolo allontanandosi poi dal sapere dei sensi per dedicarsi alla pura visione matematica: famoso è l’esperimento mentale del gran navilio utile a far capire come si incappi in errori quando ci si basa sulle percezioni del senso comune. Due i nemici della nuova filosofia dunque: le autorità del passato e i tranelli dei sensi. Una nuova filosofia dunque?

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II. Galileo: filosofia, cosmologia, uomo

 

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2. Nel 1614 Cosimo II aveva 24 anni e conosceva già Galileo, suo precettore tra i 15 e i 18. Il matematico aveva trovato ospitalità, denaro e libertà in Toscana sin dal 1610 proprio grazie a Cosimo II che gli accordò una cattedra all’Università di Pisa. La dedica del Dialogo è dunque un segno di riconoscimento nei confronti del Gran Duca ma anche l’invito da maestro ad allievo verso una nuova filosofia.                                                                  Abbiamo anticipato che la nostra lettura si giocherà su tre piani: filosofia, cosmologia e uomo. Diciamo subito che, per quel che scrive Galileo nella dedica , gli uomini si differenziano l’uno dall’altro secondo quanto siano o non siano filosofi. Dunque la cosa sta così: da una parte c’è l’uomo del volgo, dall’altra il filosofo. Ecco di fronte a noi un’idea di antropologia galileiana. Tuttavia, cosa differenzia questi due tipi umani? Il filosofo è tale perché guarda in alto, volge gli occhi al cielo seguendo e studiando l’universo, il quale è per Galileo “l’oggetto proprio della filosofia”. Nel Saggiatore (1623) Galilei dice che “la filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intendere la lingua, e a conoscere i caratteri nei quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi e altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto”. Possiamo allora riassumere così: l’uomo più nobile è il filosofo perché si innalza, studiando il cielo e l’universo, fino a poter vedere l’opera di dio nell’universo. Conoscere l’opera dell’Artefice Onnipotente è umanamente possibile solo avendo imparato a leggere il libro del mondo attraverso la scrittura geometrica e matematica, sostituendo all’occhiale dei sensi quello della ragione matematica. I sensi ci costringono in un intrico di strade buie ove è difficile orientarsi, è invece la ragione filosofica e matematica a dipanare i nodi e illuminare le nostre menti e le nostre vite. L’universo è dunque lo specchio ove l’uomo che più s’innalza, ovvero il filosofo, può leggere l’opera di dio.                                   Sin qui ci orientiamo, resta da capire quale sia la filosofia cui si riferisce Galileo.

…continua…

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I. Galileo: filosofia, cosmologia, uomo

Dialogo1. Sono passati quattrocento anni dalla denuncia pubblica di Galileo Galilei pronunciata a Firenze dal frate domenicano Tommaso Caccini, come quattrocento anni sono passati dalla morte di Filippo Salviati, eroe del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632) e amico di Galileo. Si era nel 1614, Galileo aveva 50 anni e Tommaso 40.                                                                                                                                                            In questi quattro secoli la Chiesa ha costretto lo scienziato all’abiura pubblica, fino a riabilitarlo il 31 ottobre 1992 quando, durante il Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti alla sessione plenaria della pontificia accademia delle scienze, il Papa richiama una sua frase pronunciata in occasione della celebrazione del primo centenario dalla nascita di A. Einstein dove auspicava che “[…] dei teologi, degli scienziati e degli storici, animati da spirito di sincera collaborazione, approfondissero l’esame del caso Galileo e, in un riconoscimento leale dei torti, da qualunque parte essi venissero, facessero scomparire la sfiducia che questo caso ancora oppone, in molti spiriti, a una fruttuosa concordia tra scienza e fede” (AAS 71 [1979] 1464-1465). Il lavoro della commissione di studio istituita a tal proposito giungerà fino alla riabilitazione del 1992. La posizione del Papa nei confronti di Galileo si può riassumere in questo punto: “[…] la rappresentazione geocentrica del mondo era comunemente accettata nella cultura del tempo come pienamente concorde con l’insegnamento della Bibbia, nella quale alcune espressioni, prese alla lettera, sembravano costituire delle affermazioni di geocentrismo. Il problema che si posero dunque i teologi dell’epoca era quello della compatibilità dell’eliocentrismo e della Scrittura. […] paradossalmente, Galileo, sincero credente, si mostrò su questo punto più perspicace dei suoi avversari teologi: “Se bene la Scrittura non può errare potrebbe nondimeno talvolta errare alcuno de’ suoi interpreti ed espositori, in vari modi” (Lettera a Benedetto Castelli del 21 dicembre 1613). Questa nuova posizione sottintende una rilettura da parte della Chiesa Cattolica del proprio ruolo all’interno della società contemporanea; in particolare il ruolo della Pontificia Accademia delle Scienze è quello di “discernere e far conoscere, allo stato attuale della scienza e nel campo che le è proprio, ciò che può essere considerato come verità acquisita o almeno dotata di una tale probabilità che sarebbe imprudente e irragionevole respingerla”.

Perché riprendere oggi il discorso di Giovanni Paolo II e il rapporto tra la chiesa e Galileo? Conto di esporlo seguendo tre linee presenti nel discorso del 1992 e che si ritrovano nella dedica del Dialogo di Galileo a Cosimo II. Ecco i tre piani del discorso: filosofia, cosmologia e uomo.                                                                                                                              In che rapporto stanno questi termini e come entrano in gioco tra Galileo e Wojtyla?

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Che cos’è la Fantafisica

Con il termine Fantafisica intendo descrivere l’insieme delle attività rivolte alla simulazione di processi fisici con lo scopo di comprendere e divulgare la Fisica. Si può considerare parte degli strumenti della Fantafisica tanto i programmi di calcolo computazionale, quanto la produzione intellettuale con fini formativi, anche di carattere artistico. Analogamente vale per la Fantastronomia.

Fisica come forma di arte in grado di descrivere la natura. Una descrizione con le precise regole del suo formalismo e con il vantaggio della sua comprensione universale.

Fantasia come potente strumento per la simulazione della realtà oltre le leggi della Fisica. Simulare la realtà, per progettare il futuro.

Igor Proverbio

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Il Multiverso al Miglio delle culture

Domenica 18 Maggio si tiene in corso Buenos Aires a Milano il Miglio delle culture, festa organizzata dal consiglio di zona tre per valorizzare il tessuto multietnico e multietico che caratterizza la città. In particolare quest’anno si tenterà di valorizzare, al di là delle tante luci e ombre che Expo 2015 sta mostrando, il tema dell’alimentazione e l’attenzione al pianeta. Il Multiverso parteciperà, ospite del Gruppo di Acquisto Solidale Lola, con un seminario di Pratica Filosofica secondo il metodo consolidato dall’esperienza di Sognare la Terra. Dalle 10.15 alle 12.15 in Corso Buenos Aires.

Vi aspettiamo!

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Cosa può fare Milano per diventare una vera Smart City?

Le cascine rappresentano per Milano una risorsa strategica fondamentale per affrontare le sfide globali che ci attendono in un sistema ormai sempre più in crisi. Punto imprescindibile consiste nella capacità di renderle nodi attivi in una rete che permetterà di aumentare complessivamente la resilienza del sistema con benefici per tutti. Ciò sarà possibile se effettivamente saremo in grado di recuperarle e tutelarle facendole diventare realtà diffuse sul territorio di interscambio tra il contesto agricolo peri-urbano e la città.

Quindi un recupero delle cascine rivolto alla loro vocazione originaria ovvero l’agricoltura, ma al tempo stesso fucina multi-culturale di incontro e di scambio di saperi e di buone pratiche (dal teatro ai balli popolari, dai GAS agli orti urbani, dai laboratori Open-source alle ciclo-officine). Tutto sta nell’accrescere la consapevolezza di tutti della forza delle realtà locali, cosa che il Multiverso sta facendo fin dai suoi primi passi mettendo in discussione e capovolgendo i paradigmi imposti da logiche sovranazionali, considerando che in realtà bisogna “pensare locale per agire globale”.

Per info sulle cascine milanesi consulta il sito: Agricity

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La libertà di scegliere

Quando un agricoltore europeo perde la libertà di scegliere, conservare, migliorare, scambiare e vendere i propri semi è come se tutti gli agricoltori del mondo perdessero la propria libertà; allo stesso tempo i consumatori perdono la libertà di avere accesso alla diversità, a un cibo sano e sicuro. La Democrazia è a rischio! Tutti noi, cittadini di questa terra, dobbiamo unire le nostre forze contro il controllo globale sul cibo condotto attraverso il potere esercitato sui semi.

Per questa ragione sosteniamo l’iniziativa dell’associazione Navdanya International, che il prossimo 29 Aprile a Firenze, nell’ambito della Carovana Internazionale di Solidarietà per i Semi, ha organizzato il Festival per la Libertà dei Semi e del Cibo. L’evento sarà l’occasione per celebrare la Madre Terra attraverso la ricchezza dei semi tradizionali, continuando così la storia dei nostri nonni, proteggendo i nostri figli, tutelando la biodiversità coltivata, garantendo la libertà e la democrazia sul pianeta. Per continuare a scegliere noi stessi il nostro cibo e permettere ai semi di viaggiare e di adattarsi a tutte le condizioni climatiche e del terreno possibili.

Per maggiori dettagli e info:
www.navdanyainternational.it – www.seedfreedom.in
www.facebook.com/savetheseed info@navdanyainternational.it

 

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La cometa ISON sta arrivando!

La tanto attesa cometa ISON passerà nel punto di massimo avvicinamento alla Terra chiamato perielio proprio il 28 di questo mese. La sua chioma si sta gonfiando a vista d’occhio man mano che si avvicina al Sole. L’incontro ravvicinato comporta shock termici e gravitazionali straordinari! Se dopo questo “giro di boa” rimarrà indenne ci regalerà un indimenticabile spettacolo per tutto il mese di dicembre! Occasione speciale per ammirarla sarà quando “sfiorerà” la Terra a soli 60 milioni di km, proprio intorno al periodo di Natale (ciò è bastato per farle guadagnare il soprannome di Cometa di Natale).

Avremo un mese e mezzo per gustarci i tramonti chiomati. E prima di avviarsi a raggiungere i confini del nostro Sistema Solare a circa 50 mila volte la distanza Terra-Sole, nella nube di Oort da cui si pensa sia giunta, forse ci lascerà un regalo:un nuovo sciame di stelle cadenti a metà gennaio. C’è tanta aspettativa sulla luminosità che potrà raggiungere in quei giorni. Anche se non diverrà 100 volte più luminosa di Venere, come sembrava dalle prime osservazioni, possiamo già ammirarla bassa sull’orizzonte inizialmente alle prime luci dell’aurora. A dicembre supererà la posizione celeste solare per spostarsi dall’aurora al crepuscolo, quindi basterà guardare sempre basso sull’orizzione ma questa volta nella direzione del tramonto.

E a fine di questo mese, il 30 novembre, vi aspettiamo alle ore 21 per la conferenza “Ison, la cometa di Natale” presso Cascina Linterno in via f.lli Zoia 194 Milano, per scoprire quel che sarà successo alla cometa dopo i giorni cruciali del perielio, e se la chioma si sarà sviluppata in tutta la sua magnificenza. Dunque non ci resta che sperare nella clemenza del Sole e in caso volgere di nuovo il nostro… naso all’insù!

Igor Proverbio

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