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L’associazione Il Multiverso nasce il 15 Dicembre del 2009 con l’intento di diffondere la cultura, in tutte le sue applicazioni filosofiche e pratiche, facilitando lo scambio culturale tra individui. Il Multiverso promuove politiche di tutela ambientale fondate sullo sviluppo sostenibile del territorio e della persona. E’ uno spazio di confronto e di creazione. Il Multiverso crede nella maturazione della società, nella crescita umana e civile, attraverso l’educazione permanente e la conoscenza.

 

Andata e ritorno o, come da titolo di un pezzo degli Psychonoesis, ritorno e andata?

Dunque Macao giunge a Milano e Milano va a Macao. E che succede? Questo…

Dunque, Macao divenne colonia portoghese in Cina nel 1557 e in seguito a innumerevoli vicende, dice Wikipedia che…

“Dopo la caduta del regime di Salazar in Portogallo, il 25 Febbraio 1974 la Cina rifiutò ancora la restituzione di Macao, nel 1975 il piccolo contingente militare portoghese fu ritirato. Il 17 Febbraio 1976 il nuovo statuto dichiarò Macao territorio speciale cinese in amministrazione portoghese, ed il concetto di amministrazione temporanea venne ribadito l’8 Febbraio 1979, dopo il ristabilimento dei rapporti diplomatici fra Cina e Portogallo. In quell’occasione il Portogallo riprese la totale sovranità su Macao re-introducendo il concetto di Territorio portoghese d’oltremare. L’accordo sino-lusitano del 26 Marzo 1987 prevedette il ritorno definitivo di Macao alla Cina e il passaggio ufficiale sarebbe avvenuto alla mezzanotte del 20 Dicembre 1999. Così Macao dopo 442 anni di controllo portoghese tornò sotto sovranità cinese. Nella dichiarazione congiunta è stato stipulato che Macao manterrà comunque un elevato livello di autonomia fino al 2049, quindi fino a cinquant’anni dopo il trasferimento.”

Cosa vogliamo dire? I gestori, i portoghesi, a seguito di una decadenza, di una crisi come piace dire oggi, abbassano la guardia e perdono le ricchezze acquisite ovvero la capacità di gestirle. Ma il territorio che li ha sopportati non riconosce più in quei confini i propri figli. E’ così che la Cina rifiuta Macao.

E’ dunque lungo il percorso che porta a re-incorporare il tessuto infettato all’interno dell’organismo: luogo prima preso con forza, poi reso straniero e infine riconquistato. Così gli abitanti di Macao stetti tra un potere coloniale e un territorio che non li riconosce rimane smarrito. Si organizza, lotta per essere solo quel che resta di se stesso e, così ci auguriamo, cresce senza genitori…come un pensiero bastardo. Ma una madre c’è. E’ la città, la Cina. Così guarda il proprio grembo la città e infine riconosce lentamente il proprio figlio, lo perimetra, ne misura la forza e la potenza, infine lo colloca. A mezzanotte, tuttavia, Cenerentola si spoglia dell’abito da sera e reinterpreta la propria umile maschera.

Cosa fa allora la città? La città, la madre, la Cina ha un antidoto. Lasciare l’autonomia può essere un onore, ma anche un onere. Dunque la Cina lascia crescere Macao con le sue gambe e osserva se rimanga in vita per 50 anni prima di riconoscere davvero la propria discendenza.

Cosa farà per 50 anni Macao? Riuscirà a rimanere in vita? Riuscirà a costruire vita e diventare madre? Chi è il padre?

Ebbene si, l’impegno silenzioso e costante dell’Associazione Il Multiverso e di tante altre associazioni milanesi finisce in Università. Alla facoltà di Scienze Politiche di Milano…

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Macao è una colonia liberata. Macao dalla terra guarda il mare sotto gli occhi dell’ampio cielo. Una colonia, diventerà territorio d’oltremare? Una colonia. Espressione di un potere che si mette alla prova? In ogni caso coagulo di resistenza, messo alla prova delle resistenze che i territori circostanti gli oppongono. Luogo, questa colonia, di imbarazzo. Imbarazzo per chi lo ha abbandonato al suo destino di inerzia, imbarazzo per chi lo vede rivivere solo come simbolo del risveglio per poi lasciarlo ancora alla deriva degli affari dove il luogo è solo un passaggio di numeri; imbarazzo per una città che si scopre nuda nella sua corsa e che si guarda e non si vuole riconoscere: che non sa più come si fa a partecipare. Ecco una sfida per i nuovi visionari: reinsegnarci a partecipare (la libertà è partecipazione). Macao non diventi territorio d’oltremare e rimanga colonia simbolica, metaforica e metamorfica. Luogo di transito e di riattivazione pubblica. O sarà solo un asteroide?

Macao

Torre Galfa

Un video

L’epoca è una parentesi sospesa tra il cielo, la terra e il mare.

I laboratori ludico creativi hanno lo scopo di stimolare la fantasia divertendosi e imparando a immaginare. Questi laboratori sono creati appositamente per avvicinare i bambini all’espressione linguistica e artistica. Gli incontri si svolgono principalmente a Venezia.

I laboratori:

Impara le lingue giocando” – Il bambino attraverso giochi e attività artistiche impara in modo veloce nuovi vocaboli di una lingua (inglese, francese, italiano, spagnolo). Gli incontri danno l’opportunità di migliorare le competenze linguistiche immergendo l’allievo non solo nella lingua ma anche nella cultura.

La commedia dell’arte” – Attraverso questa attività i bambini entrano a conoscenza delle principali maschere della commedia veneziana e realizzano la loro maschera personalizzata.

Riuso” - Attraverso il riciclo di diversi materiali, i bambini vengono sensibilizzati alla cura per l’ambiente, realizzando infine la loro opera.

Tecniche artistiche del XIX e XX secolo” – Il progetto è finalizzato ad avvicinare gli studenti a diverse tecniche utilizzate da alcuni tra i più importanti artisti del XIX e XX secolo con una pratica creativa e divertente.

Per maggiori informazioni: valentinabraikovich@hotmail.it

Valentina

Sono nata a Venezia e mi sono laureata in Scienze dei Beni Culturali, seguendo una formazione indirizzata alla didattica d’arte. Dopo uno stage alla Fondazione Querini Stampalia nel settore della didattica, ho deciso di dedicarmi alla realizzazione di laboratori ludico-creativi collaborando con diverse Associazioni e Istituzioni: Associazione culturale Zazà (Milano), Associazione culturale Il Cavaliere Azzurro (Venezia), Studio Artemisia, La Biennale di Venezia e l’Associazione culturale Signs of Life (Londra).

Orial

Sono nato a Parigi. Dopo aver conseguito una laurea in lingue a Barcellona ho viaggiato in Spagna, Irlanda, Inghilterra e Italia per approfondire le lingue studiate. Attualmente vivo a Venezia e svolgo traduzioni, ripetizioni e corsi di lingua francese, spagnola, inglese per adulti e ragazzi.

Per maggiori informazioni: orialberiou@yahoo.fr

 

Si segnala una interessante tesi di laurea sul diritto penale dell’ambiente contenente non solo una analisi chiara e dettagliata della situazione attuale, ma anche interessanti spunti di riflessione per eventuali interventi normativi.

Leggi la tesi cliccando qui

Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sede di Milano, ha rigettato cinque istanze di sospensiva della delibera comnunale istitutiva di area C presentate dai titolari di autosili situati nella sudetta area i quali lamentavano la lesione dei loro interessi in quanto l’accesso all’area C, prevedendo il pagamento di una gabella da 5 euro, avrebbe di fatto causato una forte riduzione degli ingressi e quindi degli introiti dei predetti autosili.

Il TAR nellaordinanza del 1.3.2012 osserva come, nel caso di specie, siano da bilanciare due interessi contrapposti, quello pubblico riguardante l’ambiente, la salute e l’obbiettivo di riduzione del traffico e quello privato dei ricorrenti. Ritiene il Tribunale che il sacrificio imposto dal provvedimento agli interessi privati non superi il limite della ragionevolezza e quindi il provvedimento non appare affetto dal vizio dell’ecceso di potere.

La decisione riguarda solo la fase cautelare, il ricorso deve ancora essere analizzato nel merito, tuttavia la motivazione che sorregge l’ordinanza di rigetto della richiesta di sospensiva lascia trasparire la convinzione dei Giudici sulla vicenda.

Avv. Benedetto Ciccarone

Ormai questa rubrichetta è diventata un appuntamento fisso per tutti coloro che anelano a diventare dei compositori moderni e/o contemporanei. Ne sono lusingato. Davvero: si pensi che nell’ultima settimana non ho ricevuto neanche mezzo complimento e ben nessuna lettera di autori che spasimano per farsi recensire da me, fra cui, appunto, Giovanno Sallusti e Pieri Dibugherle. Il primo in particolare è un artista di grande spessore, dalla traboccante umiltà; a lui si deve la scoperta del trentesimo suono, del temperamatite ad acqua e del pedale di dissonanza. Queste tre tecniche sono contemporaneamente presenti soprattutto nelle sue produzioni strumentali, come nella Suite op.25 o in Serenata per un anellide; quest’ultimo brano fu performato, anedotticamente parlando, per la prima volta insieme al primo brano strumentale dell’altro nostro piccolo amico, Pieri Dibugherle. Pieri Dibugherle oggi, nonostante sia morto, è ancora vivo e si occupa di musica, ma allora sostava spesso presso i crocicchi delle strade della vita e attendeva. Nel frattempo componeva. Il suo primo brano strumentale, performato insieme ad un pezzo di un altro genio dei suoni, Giovanno Sallusti, è un brano molto complesso: inizia con i violini primi che si fingono secondi, mentre il cornista incurante suona il fagotto; poi, quasi come una fontana di luce, entra frizzante l’arpa proprio mentre i contrabbassi, divisi, scandiscono, con effetto scoppiettante, dei rigidi accordi in pianissimo. La linea melodica non c’è perché il flauto quinto l’ha dimenticata. Poi d’un tratto l’opera termina. Applausi. Pianti. Un successo clamoroso. Giulia smette di sgranocchiare le patatine. Io sono commosso. Ecco che i due amici si mostrano sulla ribalta; si tengono fraternamente per il piede. Entrambi sanno che la loro vita sta per arrivare ad una svolta, un bivio, un incrocio, un crocicchio, perché la loro è veramente una graziosa musichina che parla al cuore dell’umanità, che nasce da e per l’arte, che esiste per la bontà. Il critico von Vulgamirontzein l’ha recentemente definita “paradossale”, un bel complimento da parte di un uomo della sua levatura! Io, da canto mio, giacché un po’ mi sono stufato di scriverne, la definirei semplicemente musica “oscena”: ma che vadano pure a quel paese, Pieri e Sallusti!

Questo è tutto. Grazie e arrisentirci.

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