Cronaca della serata di Fantafisica del 5 agosto 2017

Lo scorso sabato sera la nona edizione dell’iniziativa di Fantafisica “con il naso all’insù” intitolata “Aspettando la notte di San Lorenzo”. Dopo una breve introduzione di Gianni Bianchi dell’Associazione Amici della Cascina, il fantastrofisico Igor Proverbio ci ha accompagnato con la luce di una candela, per circa un’ora di Introduzione all’osservazione del cielo dell’estate 2017. Varia la provenienza dei numerosi partecipanti all’evento in una serata eccezionalmente calda che ha visto la possibilità di vivere il contesto della cascina da una prospettiva diversa. Molti avventori hanno infatti raccolto l’invito ad assistere da sdraiati allo spettacolo del cielo notturno incorniciato dalla Cascina Linterno in un contesto avvolgente che rende questo evento unico.

“Non è una conferenza divulgativa, ma qualcosa di più”: il segreto della Fantafisica è l’intreccio di tematiche astronomiche con poesia, musica, leggenda e fantasia, in un filo conduttore che si è snodato nella prima parte dell’evento tra le vicende di Charles Messier, il cacciatore di comete celebrato a 200 anni dalla scomparsa, e il suo celebre catalogo; il passaggio della stazione spaziale durante il quale i partecipanti hanno idealmente salutato il nostro astronauta Paolo Nespoli; la spettacolarità delle stelle cadenti e della potenza degli storici impatti meteoritici; l’illustrazione del cielo del mese e dei prodigi della missione Cassini che si tufferà su Saturno tra pochi giorni; la meravigliosa danza della librazione lunare sulle note di Mozart.

La seconda parte dell’evento ha registrato un’eccezionale partecipazione che quest’anno è diventata a tutti gli effetti una conferenza divulgativa a vista cielo: l’osservazione al telescopio di Saturno, dei crateri e delle montagne della Luna che illuminava i campi, le stelle doppie dell’Orsa maggiore, le costellazioni estive e qualche stella cadente che è riuscita a penetrare l’inquinamento luminoso della città e il riverbero della luce della Luna sull’umidità dell’aria della pianura. Da registrare una coda record al telescopio, tanto interesse, tanta emozione, tante domande e discussioni scientifico-filosofiche che ci hanno portato con la mente a teletrasportarci idealmente a centinaia di anni luce dalla Terra. Oltre ore di contemplazione dell’irresistibile fascino del notturno agreste terminata solo all’una di notte.

Arrivederci al prossimo appuntamento per le Perseidi del 2018!

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La dedica della serata di Fantafisica 2017

Quest’anno ricorre il bicentenario della scomparsa di Charles Messier, l’astronomo francese conosciuto nel Settecento come il Cacciatore delle Comete, ma rimasto alla storia come autore di uno dei cataloghi celesti più popolari.

La caccia alle comete cominciò con la cometa di Halley. Il ritorno della cometa generò una fremente attesa nella comunità scientifica tra il 1758 e il ‘59 dopo 78 anni dalla sua ultima apparizione. La sua comparsa avrebbe confermato le recenti teorie Newtoniane sulla gravitazione. Le ricerche andarono avanti per mesi, molti desistettero, ma Messier non si arrese, mostrò anzi una costanza impressionante che lo portò ad osservare la volta celeste consecutivamente per le notti di un anno e mezzo, e a sfidare i rigidi inverni parigini armato di telescopio, candela e un registro su cui appuntare le osservazioni. Per via di alcuni errori di calcolo della traiettoria apparente della cometa, il primato fu ritardato e limitato alla sola Francia. Ma il 1758 diede un primo e inatteso frutto: l’individuazione del primo di una serie di oggetti di un catalogo di fama imperitura. Da quell’anno Messier riuscì a guadagnare la meritata notorietà individuando ben 41 comete, a scoprirne ben 16 mai osservate prima. In contemporanea proseguì anche la ricerca degli oggetti dall’apparenza ingannevolmente simile a quella delle comete. Quarantacinque oggetti, di cui solo alcuni già noti, tra ammassi stellari, nebulose, galassie e asterismi andarono ad arricchire il Catalogue des Nébuleuses et des Amas d’Étoiles pubblicato in prima edizione nel 1774.

La sua intensa attività nonostante fosse essenzialmente di carattere osservativo lo portò a una serie di riconoscimenti nazionali e europei, dall’Inghilterra alla Russia e alla Germania. L’ossessiva ricerca di comete continuò costante come la ricerca degli oggetti del catalogo. “Niente assomiglia tanto ad una stella nebulosa, quanto una cometa che comincia ad essere visibile agli strumenti”. Il catalogo finale contenente ben 110 oggetti celesti indicati con la lettera “M” seguito da un progressivo fu pubblicato nel 1781 e stampato su Connaissance des Temps nel 1784. Ironia della sorte, Charles Messier è oggi ricordato proprio per via degli oggetti che lo distoglievano dalla sua prima aspirazione, la ‘caccia alle comete’. Il suo catalogo è tuttora molto diffuso soprattutto tra gli appassionati di Astronomia.

Questa e altre sorprese vi attendono nel corso dell’Introduzione all’osservazione del cielo, con il fantafisico Igor Proverbio. Il 5 agosto alle ore 21.00 presso cascina Linterno, via Fratelli Zoia 194, Milano. Non mancate!

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Il kit del Fantastronomo

E’ ormai alle porte l’evento di Fantafisica 2017 di introduzione all’osservazione celeste a cura dell’astrofisico Igor Proverbio. Anche quest’anno le protagoniste sono le Perseidi. Questo sciame di stelle cadenti ci accompagnerà ancora per qualche settimana. Lo strumento preferibile per questo tipo di fenomeno è sicuramente l’occhio nudo, quindi equipaggiatevi di plaid o una comoda sdraio, qualche indumento per ripararsi dall’umidità della notte, un binocolo per poter osservare eventuali scie lasciate dai bolidi e qualche desiderio per i più romantici.

Anche quest’anno Il Multiverso.it mette a disposizione la mappa del cielo della serata in modo che possiate stamparla e usarla lungo l’osservazione per tracciare le rotte delle stelle cadenti e constatare l’effetto del radiante, ossia il convergere delle traiettorie in un punto del cielo collocato nella costellazione di Perseo che sorgerà a Est ad inizio serata. E buona caccia a tutti!!

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Definizione di Fantafisica

di Igor Proverbio

Con il termine “Fantafisica” amo definire tutte le attività intellettuali e logiche volte a leggere la Natura (Physis) attraverso gli occhi della fantasia. In Fantafisica nulla è impossibile. Ogni linguaggio è ammesso, tecnico, scientifico, filosofico, artistico, ecc. Non esistono luminari di questa eccentrica disciplina. Ogni individuo, ogni gruppo umano è autorizzato a pensare, a dire la propria e a confrontarsi con gli altri sulla base della logica e dell’onestà intellettuale.

E’ una scienza democratica. Copre le lacune lasciate dall’attuale involuzione della scienza che tende a sganciarsi dalla società per interessi privati, per eccesso di specializzazione, per scarsità di divulgatori. Come la Scienza, si basa sulla logica e sulla condivisione è dell’Uomo e per l’Uomo. Ha l’ambizione di estendere il campo della Scienza tenendo conto non solo della struttura mentale della singola persona, ma anche di quella della società nel suo complesso con i suoi tempi di apprendimento, con le sue preferenze di modalità di comunicazione. La divulgazione fantafisica si arricchisce di elementi di arte, di filosofia, di strumenti tecnologici, di tecniche psicologiche.

 

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Anche quest’anno la cascina Linterno si trasforma in “Agorà” per la mitica One Night di Fantafisica 2017

L’ Associazione Amici Cascina Linterno, BeeCityMilano nell’ambito del progetto “AgriCultura” e con il patrocinio del Municipio 7 di Milano sono liete di invitarvi alla IX edizione dell’evento One Night “Agosto con il naso all’insù” a cura dell’illustrissimo Dr. Igor Proverbio, astrofisico e fantafisico dell’Associazione Culturale Il Multiverso. L’evento inizierà con una cornice Fantafisica di introduzione alla serata. Un’originale e divertente narrazione “multiversa” che cercherà di unire il mondo scientifico al tanto denigrato mondo del parascientifico e che accompagnerà l’affievolirsi della luce del giorno e il canto delle cicale. La serata quindi proseguirà tra il canto dei grilli con l’osservazione diretta del cielo con l’ausilio del telescopio, inframmezzata dall’eccitante “caccia alle Perseidi”,  a scandire lo spettacolare fenomeno meteoritico delle stelle cadenti. Seguiranno tante sorprese. Appuntamento dunque sabato 05 agosto alle ore 21.00 presso Cascina Linterno, via Fratelli Zoia 194, Milano. Suggerito dotarsi di plaid, binocoli, SkyMap x smartphone e tablet, sdraio, chitarre, desideri e fantasia!

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Cascina Linterno diventa “Agorà” per la notte delle Perseidi 2015

Grande serata ieri 12 agosto, nell’ormai consueto incontro della notte delle Perseidi, quest’anno spostato nel prato del falò del Parco dell Cave, per via del recente restauro della cascina Linterno da parte del Comune e del Politecnico di Milano.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Amici Cascina Linterno in collaborazione con l’Associazione Culturale Il Multiverso, ha visto trasformato per qualche ora l’area del prato prescelto in una piccola “agorà”, in occasione della settima edizione di “In cascina con il naso all’insù”, quarta dedicata all’affascinante fenomeno delle stelle cadenti dello sciame di agosto. Infatti quest’anno l’astrofisico Igor Proverbio ha rievocato la figura della grande scienziata e filosofa ellenistica Ipazia di Alessandia a 1600 anni dalla scomparsa, in un accattivante parallelo tra i grandi centri culturali dell’antichità, aperti (nel periodo ellenistico) a tutta la polis senza preclusione, e le cascine della città di Milano nel ruolo sempre più importante di centri di agri-cultura, di confronto di idee e di stimolo ad un’identità collettiva, di aggregazione, di accoglienza, di collegamento diretto tra memoria e futuro. Come rimarcato anche da Gianni Bianchi, sicuramente un ottimo segnale in tal senso è il successo della cinquantina di iniziative organizzate solo quest’anno dall’associazione Amici Cascina Linterno.

La seconda parte della serata è stata dedicata alle Perseidi e all’illustrazione del cielo estivo attraverso la suggestione della narrazione, dei suoni e di incredibili immagini astronomiche, in una rassegna di oggetti celesti che sono stati al centro della cronaca proprio quest’anno, come Plutone vista dalla sonda New Horizons o gli esopianeti simili alla Terra scoperti dalla Kepler, tutti oggetti fortuitamente presenti proprio nei cieli notturni di questi giorni.

Il pubblico che ha affollato il prato del falò in una fitta distesa di plaid e sdraio che ha resistito fino oltre la mezzanotte, conferma sicuramente il crescente interesse per l’inusitato connubio tra astronomia e il mondo rurale. Il cielo della serata è stato clemente nonostante una lieve foschia che riverbera ancora troppo le luci della città, e ha tuttavia concesso di tanto in tanto urla di gioiosa esultanza collettiva all’avvistamento di qualche Perseide.

Pubblichiamo su richiesta del pubblico a seguire la tavola dei tempi di esposizione per immortalare le stelle cadenti in condizioni di buona visibilità (magnitudini limite tra 5 e 6,5)

Cieli sereni a tutti!

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Agosto con il naso all’insù: le stelle cadenti e Ipazia d’Alessandria

Le Associazioni Il Multiverso e Amici Cascina Linterno sono liete di invitarvi al settimo incontro Con il naso all’insù a cura dell’illustrissimo Dr. Igor Proverbio, astrofisico e fantafisico senza eguali nel Multiverso. In questo incontro, oltre ad osservare lo spettacolo delle stelle cadenti a caccia delle Perseidi, ricorderemo la grande scienziata e filosofa d’epoca tardo ellenistica Ipazia di Alessandria. Seguiranno tante sorprese oltre all’introduzione al cielo e all’osservazione diretta del fenomeno meteoritico. Appuntamento dunque mercoledì 12 agosto alle ore 21.15 presso Cascina Linterno, via Fratelli Zoia 194, Milano. Suggerito di dotarsi di plaid, binocoli, straio, chitarre, desideri e fantasia!

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III. Galileo: filosofia, cosmologia, uomo

3. Galileo non nasconde i suoi oppositori. Nell’incipit del Dialogo, rivolgendosi al discreto lettore, Galileo chiarisce che la filosofia a cui si riferisce non è quella di alcuni che: “[…] di professione Peripatetici, ne ritengono solo il nome, contenti, senza passeggio, di adorar l’ombre, non filosofando con l’avvertenza propria, ma con solo la memoria di quattro principii mal intesi”. I quattro principi cui si riferisce Galileo sono, io credo, le note quattro cause attraverso cui Aristotele spiega il movimento: causa materiale che indica ciò di cui una cosa è fatta, causa efficiente (o motrice) che indica ciò che mette in moto la cosa ovvero ciò che fa iniziare un processo, causa formale che indica la forma che acquisirà o raggiungerà l’oggetto (pro-getto), causa finale che indica il fine per cui una cosa è fatta. Aristotele indica queste cause anzitutto per spiegare cosa sia la tecnica (arte poietica) ma poi anche i corpi naturali e infine celesti. La spiegazione dell’oggetto scientifico da qui si disinteresserà dei fini per concentrarsi sulla meccanica. La nostra scienza, che dal visionario Galileo prende piede, tutt’ora si concentra sul come schiacciando il perché qualcosa si muova sulle sole cause meccaniche. Dunque Galileo se la prende con alcuni aristotelici del suo tempo che, basandosi sul principio di autorità, non riescono a spiegare nulla e rimangono contenti della propria erudizione; non si manche di notare il riferimento esplicito di Galileo al mito della caverna di Platone. Le ombre su cui questi peripatetici concentrano la loro adorazione sono esattamente quelle che la sua nuova scienza vuole illuminare attraverso l’uso della geometria e della matematica le quali raccontano il vero, come suggerito nel Timeo dello stesso Platone. Si noti di sorvolo che similmente fece Cartesio nei confronti della sapienza scolastica, ritenuta totalmente insoddisfacente; così, scrive il filosofo francese nel Discorso sul metodo si allontanerà dalla erudizione scolastica “[...] avendo deciso di non cercare altra scienza se non quella che potevo trovare in me stesso oppure nel gran libro del mondo”. Non possiamo soffermarci su similitudini e differenze tra Galileo e Cartesio, tuttavia vorrei sottolineare come per entrambi il mondo si sia trasformato in un libro da leggere, qualcosa più di una metafora, piuttosto una metamorfosi. Sciolti i lacci dalla sapienza del passato Galileo (e Cartesio) cercano il fondamento nel gran libro della natura attivando una nuova capacità di lettura (quella matematica) dei segni del mondo.

Quale filosofia allora invoca Galileo? Una nuova filosofia che non si basi sulle conoscenze del passato ma che si basi su osservazione, misura e calcolo allontanandosi poi dal sapere dei sensi per dedicarsi alla pura visione matematica: famoso è l’esperimento mentale del gran navilio utile a far capire come si incappi in errori quando ci si basa sulle percezioni del senso comune. Due i nemici della nuova filosofia dunque: le autorità del passato e i tranelli dei sensi. Una nuova filosofia dunque?

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II. Galileo: filosofia, cosmologia, uomo

 

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2. Nel 1614 Cosimo II aveva 24 anni e conosceva già Galileo, suo precettore tra i 15 e i 18. Il matematico aveva trovato ospitalità, denaro e libertà in Toscana sin dal 1610 proprio grazie a Cosimo II che gli accordò una cattedra all’Università di Pisa. La dedica del Dialogo è dunque un segno di riconoscimento nei confronti del Gran Duca ma anche l’invito da maestro ad allievo verso una nuova filosofia.                                                                  Abbiamo anticipato che la nostra lettura si giocherà su tre piani: filosofia, cosmologia e uomo. Diciamo subito che, per quel che scrive Galileo nella dedica , gli uomini si differenziano l’uno dall’altro secondo quanto siano o non siano filosofi. Dunque la cosa sta così: da una parte c’è l’uomo del volgo, dall’altra il filosofo. Ecco di fronte a noi un’idea di antropologia galileiana. Tuttavia, cosa differenzia questi due tipi umani? Il filosofo è tale perché guarda in alto, volge gli occhi al cielo seguendo e studiando l’universo, il quale è per Galileo “l’oggetto proprio della filosofia”. Nel Saggiatore (1623) Galilei dice che “la filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intendere la lingua, e a conoscere i caratteri nei quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi e altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto”. Possiamo allora riassumere così: l’uomo più nobile è il filosofo perché si innalza, studiando il cielo e l’universo, fino a poter vedere l’opera di dio nell’universo. Conoscere l’opera dell’Artefice Onnipotente è umanamente possibile solo avendo imparato a leggere il libro del mondo attraverso la scrittura geometrica e matematica, sostituendo all’occhiale dei sensi quello della ragione matematica. I sensi ci costringono in un intrico di strade buie ove è difficile orientarsi, è invece la ragione filosofica e matematica a dipanare i nodi e illuminare le nostre menti e le nostre vite. L’universo è dunque lo specchio ove l’uomo che più s’innalza, ovvero il filosofo, può leggere l’opera di dio.                                   Sin qui ci orientiamo, resta da capire quale sia la filosofia cui si riferisce Galileo.

…continua…

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I. Galileo: filosofia, cosmologia, uomo

Dialogo1. Sono passati quattrocento anni dalla denuncia pubblica di Galileo Galilei pronunciata a Firenze dal frate domenicano Tommaso Caccini, come quattrocento anni sono passati dalla morte di Filippo Salviati, eroe del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632) e amico di Galileo. Si era nel 1614, Galileo aveva 50 anni e Tommaso 40.                                                                                                                                                            In questi quattro secoli la Chiesa ha costretto lo scienziato all’abiura pubblica, fino a riabilitarlo il 31 ottobre 1992 quando, durante il Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti alla sessione plenaria della pontificia accademia delle scienze, il Papa richiama una sua frase pronunciata in occasione della celebrazione del primo centenario dalla nascita di A. Einstein dove auspicava che “[…] dei teologi, degli scienziati e degli storici, animati da spirito di sincera collaborazione, approfondissero l’esame del caso Galileo e, in un riconoscimento leale dei torti, da qualunque parte essi venissero, facessero scomparire la sfiducia che questo caso ancora oppone, in molti spiriti, a una fruttuosa concordia tra scienza e fede” (AAS 71 [1979] 1464-1465). Il lavoro della commissione di studio istituita a tal proposito giungerà fino alla riabilitazione del 1992. La posizione del Papa nei confronti di Galileo si può riassumere in questo punto: “[…] la rappresentazione geocentrica del mondo era comunemente accettata nella cultura del tempo come pienamente concorde con l’insegnamento della Bibbia, nella quale alcune espressioni, prese alla lettera, sembravano costituire delle affermazioni di geocentrismo. Il problema che si posero dunque i teologi dell’epoca era quello della compatibilità dell’eliocentrismo e della Scrittura. […] paradossalmente, Galileo, sincero credente, si mostrò su questo punto più perspicace dei suoi avversari teologi: “Se bene la Scrittura non può errare potrebbe nondimeno talvolta errare alcuno de’ suoi interpreti ed espositori, in vari modi” (Lettera a Benedetto Castelli del 21 dicembre 1613). Questa nuova posizione sottintende una rilettura da parte della Chiesa Cattolica del proprio ruolo all’interno della società contemporanea; in particolare il ruolo della Pontificia Accademia delle Scienze è quello di “discernere e far conoscere, allo stato attuale della scienza e nel campo che le è proprio, ciò che può essere considerato come verità acquisita o almeno dotata di una tale probabilità che sarebbe imprudente e irragionevole respingerla”.

Perché riprendere oggi il discorso di Giovanni Paolo II e il rapporto tra la chiesa e Galileo? Conto di esporlo seguendo tre linee presenti nel discorso del 1992 e che si ritrovano nella dedica del Dialogo di Galileo a Cosimo II. Ecco i tre piani del discorso: filosofia, cosmologia e uomo.                                                                                                                              In che rapporto stanno questi termini e come entrano in gioco tra Galileo e Wojtyla?

…continua…

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