Quello che dobbiamo fare.

Ogni porta presuppone almeno due ingressi. Entrare e uscire sono le coordinate principali e intercambiabili di questa situazione. Entrare in questo spazio digitale ad esempio, osservarlo, ispezionarlo, scoprirne l’habitat ovvero uscire da un altro. Entrare ed uscire delineano così due coordinate dello stare, ovvero un aspetto del movimento. E il movimento una continua metamorfosi nella durata. Le coordinate si confondono. Ogni singolarità digitale e quindi anche tu che leggi, si muove in questo spazio. Entrare, uscire, stare. Lo stare ha la particolarità di frequentare due o più luoghi nel medesimo istante (ubiquità, esso è caratterizzato dal trovarsi ovunque e in nessun luogo); non dobbiamo dunque pensare lo stare come una condizione di stabilità ma come movimento in equilibrio sul filo del durare. Scegliere dove spostare il peso del proprio corpo ovvero acconsentire ad un pensiero o ad un altro; indugiarvi o partire è la condizione. Questo spazio digitale è una porta, la singolarità è una porta, la scrittura è una porta: ingressi possibili dello stare. Sto provocando con questo linguaggio, una forzatura nella linea di pensiero (tanto la mia quanto la tua ora che penso in te), cerco di deformare le usuali vie di pensiero per scoprire cosa c’è più in là. Come è evidente quello che sto facendo è scrivere o, sostanzializzando, usare la scrittura. Tramite ciò costruisco una porta, faccio confluire qui immagini e suggestioni, invoco desideri e convoco possibilità. La difficoltà di lettura è parte di questo particolare modo d’uso: uno scrivere minore. Leggere è anzitutto uscire, forzarsi ai pensieri dell’altro o lasciarsi penetrare dall’altro rinunciando al controllo sulla scelta delle parole che risuonano in me, ma certo anche entrare in questo ambiente linguistico nuovo; quando ci troviamo nella situazione di muoverci in un linguaggio che conosciamo bene non facciamo fatica e ci troviamo in una scrittura maggiore. Lo scrivere (suoni, immagini, parole, segni) presuppone un entrare e costituire un ambiente uscendo da sé, uscire allo scoperto e doversi orientare. Quando ci troviamo in questo ambiente ci troviamo in una scrittura minore e ciò che cerchiamo uno scrivere minore.

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6 risposte a Quello che dobbiamo fare.

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