Nuove Municipalità. Post I – Dalla Città allo Stato

Sabato 27 Ottobre 2012. La pioggia cade leggera su Milano, il traffico è calmo. Qualcuno è partito per i monti o rimane pigramente in casa a godere il tepore domestico, un tè caldo e il giusto riposo dopo la settimana di lavoro. Alle 9.30 intanto, nei locali dello spazio ex-Ansaldo in via Bergognone 34, un centinaio di cittadini non sono partiti per le strade del week-end né osservano il lento scorrere del tempo quando la frenesia del lavoro li abbandona. Si incontrano invece per dare vita e forma a un’idea tanto antica quanto un’utopia: ridare corpo alla città. Il Comune di Milano, Assessorato Area Metropolitana, Decentramento e Municipalità, Servizi Civici promuove l’incontro “DALLE ZONE ALLE MUNICIPALITÁ. Verso la conferenza cittadina sul decentramento: le forme della partecipazione come motore per costruire le nuove municipalità”.

Cerchiamo ora di addentrarci in questa difficile sfida per vedere di cosa poi davvero si tratta. Prima di cominciare il racconto di questa giornata è importante sapere dove siamo. Non possiamo qui ripercorrere tutte le tappe che portano alla nascita e all’evoluzione di questo fenomeno così importante per la formazione dell’umanità, la città dell’uomo appunto. Decidiamo allora di concentrarci su quell’epoca che la storia immortala come l’età moderna, età che segna il passaggio dal feudalesimo e dal potere dei Comuni alla nascita dello Stato. Dunque si tratta del passaggio dall’interesse particolare all’interesse generale, ovvero la nascita dello stato moderno. E’ con la Pace di Westfalia del 1648 che in Europa viene riconosciuta la sovranità dello Stato. Pochi anni dopo il Leviatano di Thomas Hobbes (1651) sancisce il potere unico dello Stato sopra le vite delle città e dei cittadini. I confini della città, i suoi edifici, le strade e le autorità vengono inscritti in una nuova e più ampia prospettiva e reinterpretati secondo le linee e i desideri di un potere centrale e sovra-cittadino. L’identità della città si trasforma chiedendo in cambio una maggiore sicurezza e garanzia di diritti, primo passo verso una democrazia paritaria in nome di un bene maggiore: il Bene Comune. Ma in che senso possiamo considerare questo solo un primo passo e non già una democrazia?

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