La dialettica tra globale e locale

Vorrei aprire questo diario con alcune riflessioni sui concetti di globale e locale scaturite dalla lettura del post di Fabrizio intitolato ‘Our common future‘.

Nello studio della geografia umana un tempo si usavano i concetti di centro e periferia. Oggi queste espressioni sono desuete e si parla invece di ‘globale’ e ‘locale’. Questo nuovo binomio, al contrario del precedente, non presuppone alcuna gerarchia. Anzi, sostituisce alla gerarchia una compresenza, ovvero due termini opposti che godono dello stesso grado di dignità ed importanza, ed esistono nello stesso momento (‘com-presenza’).

Il concetto di ‘compresenza’ indica la presenza nello stesso momento temporale e nello stesso spazio, di due dimensioni, due orizzonti attraverso i quali l’uomo percepisce ed esperisce il mondo, e dunque se stesso. Queste due dimensioni implicano sia un’opposizione che una complementarietà semantica e fisica. Infatti, se da un lato ‘globale’ è l’opposto di ‘locale’, dall’altro è chiaro che l’uno non potrebbe esistere senza l’altro – non solo dal punto di vista semantico, quanto anche da quello fisico e geografico. Il mondo è una sommatoria inattingibile di località, così come la storia è la sommatoria inattingibile di numerosissime azioni e scelte fatte da altrettanto numerosi individui.

I due termini stanno in un rapporto dialettico, ovvero generano un dialogo costante tra i due poli spaziali e concettuali, quello del tutto, grande, e quello della parte, piccola. In questo modo il discorso dell’uomo, o degli uomini che vi dimorano si esprime ora dal punto di vista dell’uno ora da quello dell’altro. Essi si rincorrono e s’incalzano senza posa, sicché questa dialettica sembra non avere né capo, né coda, e la linearità del tempo storico viene soppiantata, in questa nuova dimensione, dalla circolarità del tempo e della dialettica globale-locale. Ecco allora che la sovrapposizione di globale e locale non è solo spaziale ma anche temporale. Se il tempo prevedesse un prima e un dopo, si avrebbe una gerarchia; ma questo, come abbiamo visto, non è possibile.

Il principio di non contraddizione sembra non funzionare in questa nuova dimensione, così come le leggi della meccanica non esauriscono il mondo della fisica. Questa è, in effetti, una delle grandi novità di questa nostra epoca globale.

Il concetto stesso di ‘italiano all’estero’ – che da il titolo a questo blog e che vivo in prima persona – esprime questa dialettica. Sono italiano, parzialmente sradicato da un terreno locale, e vivo trapiantato all’estero, in una dimensione Europea e globale. Questo status internazionale condiziona la mia visione dell’Italia, cosi’ come il mio essere italiano influenza la mia visione del mondo. Vivo la contraddizione!

 

Info su Giovanni

Un patriota espatriato. Vivo a Bruxelles dal 2005. Mi piace leggere, suonare e andare per monti. Il mio mestiere é dare consigli.
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