La liberazione dalla��ombra

Ecco il testo del mio intervento del 25 Aprile 2013 a Cascina Linterno.

Quello che ci riunisce qui oggi A? un fatto straordinario. Un fatto straordinario, cioA? qualcosa che sta fuori dalla��ordine (extra-ordinem), dal consueto, dalla��ordinario appunto. Consueto A? infatti per noi ciA? che A?, per dir cosA�, costante nella��accadere e il cui modello sta proprio nel cielo, nel susseguirsi del giorno e della notte, del sole, della luna e delle stelle; consueto perchA� il cielo, grazie alla sicurezza del ritorno degli astri e dunque di un ordine che scandisce i giorni, le ore, gli anni, ci da il tempo quotidiano e orientandoci nello spazio con i suoi punti di riferimento ci da un luogo e dunque la risposta a una domanda di non poco conto: dove siamo? In questo tempo ordinato, sotto il cielo, seguono le umane peripezie, il lavoro, le gioie, gli amori. Qualcosa di simile a un evento straordinario, o almeno cosA� lo vogliamo pensare, sono poi le guerre, eventi che rompono il nostro menare quieta e tranquilla vita per proiettarci nel mondo della��imprevedibile e del feroce, in quel mondo selvaggio e incontrollabile che A?, appunto, il tempo di guerra. Eccoci quindi a parlare, in questo 25 aprile, della liberazione dalla��ombra. La��evento di ciA? che sta fuori dalla��ordine e dalla��ordinario dunque ci scuote, dilania e dilata il tempo, a volte lo rallenta lasciandoci intuire il senso della��istante presente, del qui e ora, del nostro essere nudi alla��aperto sotto la volta del cielo. Durante lo scorso incontro il Dottor Igor Proverbio ci ha dato la��occasione di osservare lo spettacolo imponente dovuto alla��incendiarsi delle meteore sopra il cielo della Russia, evento spaventoso e insieme meraviglioso e affascinate che ci ha mostrato quali conseguenze possa avere sulla Terra la��irruzione dello straordinario nella nostra vita quotidiana. Il cielo dunque come luogo che, col susseguirsi ordinato degli astri, ci garantisce la sicurezza del ritorno al consueto e che allo stesso tempo ospita la��evento di ciA? che spezza la��ordine per meravigliarci o spaventarci. Di qui la nascita di quella legge degli astri, la��astronomia, che registra il ripetersi ordinato dei giri del cielo, ritorno ritmico che ci affascina e meraviglia per la bella armonia che produce il firmamento (ciA? che sta fermo, stabile ed eterno) la quale armonia accende a sua volta la��armonia e la quiete delle nostre anime che, come sanno gli amanti, vedono specchiata nella bellezza e armonia del cielo stellato la��eternitA� del proprio sentimento; come scriveva Dante insomma: l’amor che move il sole e l’altre stelle.

Ma come A? mutato il nostro rapporto col cielo e perchA�? Come muta il nostro modo di interrogare il cielo? In vista di quale risposta? Se tentiamo di immaginare e ci immedesimiamo nella��animo di quei popoli il cui cielo notturno era abitato dalla��oscuritA� piA? completa, priva in sostanza di luci artificiali, capiremo meglio lo spettacolo rassicurante del sole che illumina e rende visibile il mondo e la��angoscia dovuta alla��irruzione del cielo notturno che porta in seno quei mostri e fantasmi che tuttora nella notte abitano i nostri sogni fin da bambini. Ancora Petrarca, che si dice abbia trascorso qui alla cascina Linterno momenti di quiete, poteva scrivere:

a�?Quandoa�� l Sol bagna in mar la��aurato carro,

e la��aer nostro, e la mia mente imbruna;

Col cielo, e con le stelle, e con la luna

Una��angoscia, e dura notte innarro [a��]a�?

Fu proprio la capacitA� di leggere nel cielo il ritorno dei cicli cosmici, la capacitA� di mappare e cosA� addomesticare il cielo notturno, di farlo rientrare nella norma, ad attenuare la��angoscia della notte fino a trasformare quel cielo scuro in un prezioso compagno di viaggiatori e pellegrini. Per dirla con una bella immagine di Fabrizio De AndrA�: Stelle giA� dal tramonto/si contendono il cielo a frotte/ luci meticolose/ nella��insegnarci la notte. Dunque, la��evento straordinario della notte che turbava gli antichi popoli privi dei nostri lampioni, oggi risulta per noi qualcosa di piA? consueto e rassicurante. Solo che noi ci fermiamo ancora a contemplarla, perA?, la��infinita bellezza del cielo continua ad affascinare e stupire i nostri occhi, cosA� la��evento della terra proiettata sulla superficie della luna ci seduce, forse perchA� specchiandoci in quel satellite, ci percepiamo incantati come parti di un piA? vasto sistema. Ea�� cosA� che la modernissima fisica ancora ci meraviglia con le proprie avventure e ricerche in questo cielo vasto e infinito, sempre che ovviamente, come si dice, mentre il saggio indica la luna col dito, lo stolto non guardi il dito.

Di Fabrizio Mele

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