Vandana Shiva: Lo spirito giusto per affrontare le sfide del 2015

Recentemente la cittA� di Milano ha avuto la��onore di ospitare Vandana Shiva. Per la��occasione A? stata organizzata una giornata di incontri pubblici in collaborazione tra la��UniversitA� Bicocca, la Fondazione ResponsabilitA� Etica, la Fondazione Franceschi e il Comitato Scientifico per Expo 2015 del Comune di Milano.

Vandana Shiva economista e fisica indiana laureata alla University of Western Ontario, Canada, con una tesi di dottorato in “Variabili nascoste e localitA� nella teoria quantistica” A? una celebre attivista politica e ambientalista, che da anni si batte per cambiare pratiche e paradigmi nell’agricoltura e nell’alimentazione, contrastando la��uso degli Ogm e i colossi multinazionali del tecno-alimentare che attraverso i brevetti sulle sementi distruggono la biodiversitA�, isteriliscono la terra e mandano in rovina i contadini.

Si A? occupata anche di ricerca interdisciplinare (scienza, tecnologia e politica ambientale) all’Indian Institute of Science e all’Indian Institute of Management di Bangalore approfondendo temi quali i diritti sulla proprietA� intellettuale, di biodiversitA�, biotecnologie, bioetica, ingegneria genetica.

Nel 1982 ha fondato il Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy, un istituto di ricerca da lei diretto. Ea��autrice di numerosi bestseller (Terra Madre, Sopravvivere allo sviluppo, Monoculture della mente, Le guerre della��acqua), leader della��International Forum on Globalization nonchA� vicepresidente di Slow-food.

Nel corso dei suoi interventi ha ribadito la necessitA� di dare piA? diritti alla Terra (A? una firmataria della Carta dei Diritti della Terra Coltivata), sottolineando che il modello di crescita quantitativa sviluppato dalle teorie economiche del secolo scorso A? ormai al capolinea e che i numeri sempre crescenti su cui si A? basato tale modello di fatto sono direttamente proporzionali alla��impoverimento della natura e della comunitA�. Lo si vede in particolare nel campo del cibo. La politica dovrebbe fare il bene dei coltivatori e di chi si alimenta e invece fa gli interessi delle multinazionali, come A? accaduto anche il 6 Maggio di questa��anno, quando la Commissione Europea ha presentato una bozza di legge contro la biodiversitA� delle sementi.

Con la globalizzazione la democrazia A? diventata lo strumento politico delle multinazionali, gestito direttamente da loro e nel loro interesse, pertanto A? necessario che la democrazia sia pensata e rinnovata partendo dal livello locale.

Ciononostante Vandana Shiva A? positiva ed A? convinta che siamo prossimi ad una rivoluzione che a suo modo di vedere partirA� proprio da Milano, sostenendo che proprio a�?i giovani italiani costruiranno un mondo nuovoa�?. Secondo Vandana la��idea A? quella di fare di Milano, in occasione di Expo 2015, la capitale mondiale della salvaguardia di diritti della Terra.

In merito al nostro Paese in questo contesto ha dichiarato: a�?Il vostro talento A? uno straordinario senso della qualitA�. Una specie di istinto unico al mondo. Un livello irrinunciabile di dignitA� che prescinde da quello che sei e dal lavoro che fai. Come se ci fosse un diritto alla bellezza per tutti. E questo si vede ad esempio nella qualitA� del cibo, la grande attenzione a come viene coltivato, lavorato, cucinato…a�?

Le idee che Vandana Shiva ha proposto negli incontri di maggio a Milano confortano quanti attraverso le loro scelte si rendono parte di una��unica comunitA� globale che sta affrontando con coraggio le sfide del futuro e allo stesso tempo ricorda che per poter restare umili A? importante sapere di non essere indispensabili. Grazie quindi a Vandana Shiva anche a nome della nostra piccola Associazione Il Multiverso, nata con questi obiettivi nel 2009.

Bisogna dire che oggi la��umiltA� A? piA? necessaria che mai. Ea�� con la forza della��umiltA� e la determinazione nel portare avanti le nostre idee, giorno dopo giorno prendendoci cura della Terra e degli esseri viventi che la popolano cambieremo questo pianeta.

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