Una donna più da podio che da piedistallo

Spunti di approfondimento fantafisico dalla conferenza del 10 agosto 2013


La seconda edizione di “Stelle cadenti” della serie di Fantastronomia “con il naso all’insù” è stata dedicata alla figura della grande scienziata e divulgatrice scomparsa lo scorso 29 giugno all’età di 91 anni.

Far parlare Margherita Hack attraverso i suoi scritti è stato l’obiettivo dell’ottima interpretazione di Roberta Arato su brani tratti liberamente dall’autobiografia “Hack! Come io vedo il mondo”, in apertura di serata, in ispirazione alla sua stessa tecnica divulgativa di un’altra opera scritta a quattro mani con Giacomo Leopardi.

Abbiamo poi scelto di proseguire il dialogo con la scienziata attraverso il suo riflesso su noi che cerchiamo di portare per quanto possibile la sua preziosa eredità culturale. Che cosa ci è rimasto di vivo di lei? Prima di tutto l’immagine vivida di un volto che trasmette serenità!

Nonostante i successi personali ottenuti in ambito scientifico (e non solo) rimase sempre schiva, coerente, combattiva, amabilmente genuina e intellettualmente onesta, doti fondamentali per uno scienziato, riconosciutele anche dai suoi avversari ideologici con cui non ha mai disdegnato il confronto pubblico, affrontato sempre senza ipocrisia.

Al termine della sua prima conferenza cui assistetti al Civico Planetario di Milano non resistetti al chiederle un autografo. Fu la sua reazione a farmi capire come fosse più importante lo scambio aperto di idee con le persone che non incensarle e metterle su un piedistallo. D’altro canto Margherita ha sicuramente conquistato un posto sul podio dei nostri cuori con il suo modo di fare della cultura scientifica una filosofia di vita, collocandosi tra i fisici che hanno vissuto la Scienza come un impegno completamente disinteressato verso la società, insieme a figure enormi come Eugenio Curiel e Carl Sagan. Nella sua visione del mondo non c’è spazio per l’Ipse dixit e per il mistero invalicabile a priori, per le conoscenze che “non si possono spiegare” perché debbano rimanere dominio di pochi. La Scienza non divulgata e non condivisa, è uno strumento spuntato perché o si trasforma in uno strumento di dominio o è destinata ad estinguersi nell’oblio, soffocata dalle mille emergenze taglia-fondi. La divulgazione è dunque trasformata nello strumento necessario per mettere in simbiosi Scienza e Società.

L’insegnamento di Margherita è inevitabilmente una scelta di centralità dell’essere umano e di valori universali come Uguaglianza, Pace e Progresso. La Scienza è il nostro strumento tecnico. Questo senza nulla togliere alla speculazione teorica, come afferma Fabrizio Mele nel suo intervento (video). L’Astronomia è l’unica scienza non sperimentale, ma puramente osservativa. Richiede uno sforzo speculativo particolarmente intenso e soprattutto collettivo. Nella speculazione trova spazio la fantasia che dev’essere libera di simulare gli scenari possibili, i quali, lasciati evolvere secondo le leggi fisiche e testati nella loro coerenza, sono infine collocati in base all’esito dell’esperienza di simulazione o tra le scoperte o tra le opere d’arte. E lo sforzo speculativo pretende dal buon scienziato proprio la genuinità, la coerenza, l’onestà intellettuale, proprio le doti che hanno contraddistinto il modo di agire di Margherita Hack.

Igor Proverbio

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