La fucina della complessità

 

Nell’intervista di Alex Zanardi a Margherita Hack, la scienziata affronta nel giro di un minuto e con estrema naturalezza tre temi molto profondi:

  • poca e fioca luce dal cielo ci da enormi informazioni sul cosmo,
  • la complessità nel massimo del suo splendore si trova proprio qua sulla Terra,
  • veniamo dalla materia che è stata prodotta dentro le fucine stellari.

La scienza più antica – l’Astronomia – è un raro, se non unico, esempio di disciplina quasi puramente osservativa e teorica. Storicamente madre della speculazione filosofica ha condotto l’Uomo a una presa di coscienza su temi a dir poco enormi: le sue origini, la sua collocazione nell’Universo, il suo destino futuro. L’evoluzione nel modo di osservare il cielo ha portato l’Uomo non solo ad enormi avanzamenti tecnologici che lo hanno guidato nello spazio, ma anche a cambiare nel corso dei millenni la propria concezione del Cosmo. Rimane tuttavia sbalorditivo pensare quanto, di fatto, tutto questo sia letteralmente fondato sull’osservazione di “piccole fiammelle”!

Tracy Caldwell Dyson sulla Stazione Spaziale Internazionale

Ma se c’è un posto nell’Universo astronomicamente interessante per quanto riguarda lo sviluppo della complessità, allora non dobbiamo andare molto lontano. C’è un posto dove la Natura ha dato il meglio di sé, dove sembra non aver badato a spese. La fucina della complessità è un posto unico, veramente speciale, dove la Natura può contare su tutto il tempo che ha. Ne dispone all’infinito! In alcune preziose “nicchie” di Universo le condizioni organizzano lentamente la materia verso la complessità, seguendo meccanismi talvolta anche semplici, a volte le vie più economiche, cavando ordine dal disordine.

Guarda la tua mano!

E’ fatta della stessa materia che è stata espulsa da una stella, dopo reazioni nucleari ad energie elevatissime. Gli atomi sono stati sintetizzati nel cuore di una stella o in una delle sue fasi più drammatiche – logicamente in una stella antenata del Sole. Poi la materia ha vagato a lungo nello spazio interagendo saltuariamente con qualche radiazione vagante. Un giorno di tanto tempo fa ciò di cui è fatta la tua mano è precipitato su questo formidabile laboratorio che si chiama Terra (magari sotto forma di meteoriti) per essere infine assimilata con una sequenza straordinaria di processi chimico-fisici in un organismo vivente.

Prenderne consapevolezza stupisce, ci fa sentire preziosi e unici!

Il nostro pianeta è un immenso e fragile bacino di complessità e questo non può che meravigliarci e indurci a prendercene cura.

“Siamo veramente figli delle stelle”, direbbe Margherita Hack.

 

Igor Proverbio

 

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Fantafisica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>