Europa, mode di grido e innovazione italiana

Mancano sette mesi alle prossime elezioni del Parlamento Europeo. Nel 2014 verranno eletti i nuovi eurodeputati e verrA� nominata una nuova Commissione Europea.A� In contemporanea verranno nominati anche un nuovo Presidente del Consiglio Europeo e un nuovo Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. Insomma il 2014 sarA� un anno ricco di novitA� per Bruxelles.

La maggior parte di queste cariche, e coloro che le assumeranno, rimarranno per lo piA? sconosciute o molto poco note per gli oltre 500 milioni di cittadini Europei. Eppure le future vicende di Bruxelles sono gravide di conseguenze per ognuno di loro, e probabilmente anche per i loro discendenti. Comodamente seduto sul divano di casa, emetto il mio vaticinio un poa�� saccente, in un umido venerdA� sera della��autunno belga, mentre calici di birre trappiste vengono vuotati avidamente nelle brasserie gremite, dagli eurocrati e dai brussellosauri in libera uscita. Tutti apparentemente poco preoccupati del futuro. Ea�� venerdA� sera, la settimana A? stata lunga, come non capirli?

Eh si, effettivamente la settimana A? stata lunga. Il Parlamento si A? riunito in seduta plenaria a Strasburgo, mentre a Bruxelles si A? tenuto il Consiglio Europeo, che ha prodotto conclusioni fitte fitte di auspici e prioritA� per il futuro della��economia Europea.

Questa volta a Strasburgo ci sono andato anche io, per prendere parte a una serie di incontri con gli Europarlamentari. Non posso tediarvi con i dettagli di questi incontri, e delle questioni tecniche ivi discusse. Qualcosa perA? ve la posso raccontare.

Molti parlamentari sono preoccupati per i risultati delle future elezioni Europee. Si prevede un netto calo del partito liberale e dei verdi (rispettivamente il terzo e quarto gruppo politico in Parlamento) e un aumento dei partiti di estrema destra e di estrema sinistra, con posizioni piA? radicali ed anti-europeiste. Una deputata socialdemocratica, molto competente ed avveduta (ci sono donne molto capaci nel Parlamento Europeo) di un paese Est-europeo, ha condiviso tutta la sua apprensione per il futuro della��Europa. Fino ad ora a�� spiegava a�� in Parlamento la visione prevalente (il termine inglese usato dalla��onorevole A? a�?narrativea��, letteralmente a�?narrazione, raccontoa��) pro-europeista, indipendentemente dal gruppo politico di appartenenza. Non importa se di destra o di sinistra, in sostanza la stragrande maggioranza dei deputati era a favore della��Europa unita.A� A partire dalla��anno prossimo questa situazione cambierA�. A Bruxelles arriveranno molti piA? euro-scettici, non solo nei partiti piA? radicali, ma anche nei ranghi dei partiti piA? moderati di centro destra e centro sinistra. Il vero dibattito, dunque, non sarA� tra le due correnti ideologiche tradizionali, ma tra chi A? a favore della��Europa e chi A? contro. Per ottenere la maggioranza, i due partiti principali di centro destra e centro sinistra si dovranno alleare, cosa di per sA� non semplice visto che i colori rimangono opposti. Di conseguenza, diventerA� piA? difficile prendere decisioni e portare avanti la��agenda legislativa della��Unione Europea, aumentando cosA� i rischi da��impasse di un meccanismo decisionale giA� per sua natura lento e bizantino.

Che strana coincidenza. Anche in Italia sembra che la sola maggioranza possibile sia quella di una coalizione tra centro destra e centro sinistra, ed anche in Germania le recenti elezioni potrebbero portare ad un quadro simile. Che sia il segno dei tempi?

Certamente, negli ultimi sei mesi, in Italia abbiamo visto di cosa sia e non sia capace una grande coalizione. Molte riforme in agenda, molte poche decisioni risolutive. La cosa peggiore A� che questa situazione, se protratta nel tempo, nutre i risentimenti di quanti ritengono la democrazia un metodo di governare molto poco efficiente. Ma io dubito seriamente che il problema sia nel metodo. Credo piuttosto che venga da come esso A� applicato. Quindi, la prossima frontiera dell’innovazione politica (quella utile pero’) dovrebbe insegnarci come evitare i rischi dell’impasse.

Lasciatemi fare una battuta scontata: a partire da Machiavelli noi Italiani siamo sempre stati alla��avanguardia nella��innovazione politica. Le mode di grido nascon sempre nel bel Paese. Ma la moda, si sA�, non si arresta mai. Ce la faranno gli Italiani (e gli Europei) a lanciare un nuovo gusto per evitare lo stallo A�e fermare gli estremisti?

Vi lascio un ulteriore spunto di riflessione, il grande Giorgio che canta “ma cos’A� la destra, cos’A� la sinistra?“:

“..Tutti noi ce la prendiamo con la Storia
ma io dico che la colpa A? nostra
A? evidente che la gente A? poco seria
quando parla di sinistra o destra.”

 

 

 

Info su Giovanni

Un patriota espatriato. Vivo a Bruxelles dal 2005. Mi piace leggere, suonare e andare per monti. Il mio mestiere é dare consigli.
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