III. Galileo: filosofia, cosmologia, uomo

3. Galileo non nasconde i suoi oppositori. Nella��incipit del Dialogo, rivolgendosi al discreto lettore, Galileo chiarisce che la filosofia a cui si riferisce non A? quella di alcuni che: a�?[a��] di professione Peripatetici, ne ritengono solo il nome, contenti, senza passeggio, di adorar l’ombre, non filosofando con l’avvertenza propria, ma con solo la memoria di quattro principii mal intesia�?. I quattro principi cui si riferisce Galileo sono, io credo, le note quattro cause attraverso cui Aristotele spiega il movimento: causa materiale che indica ciA? di cui una cosa A? fatta, causa efficiente (o motrice) che indica ciA? che mette in moto la cosa ovvero ciA? che fa iniziare un processo, causa formale che indica la forma che acquisirA� o raggiungerA� la��oggetto (pro-getto), causa finale che indica il fine per cui una cosa A? fatta. Aristotele indica queste cause anzitutto per spiegare cosa sia la tecnica (arte poietica) ma poi anche i corpi naturali e infine celesti. La spiegazione della��oggetto scientifico da qui si disinteresserA� dei fini per concentrarsi sulla meccanica. La nostra scienza, che dal visionario Galileo prende piede, tutta��ora si concentra sul come schiacciando il perchA� qualcosa si muova sulle sole cause meccaniche. Dunque Galileo se la prende con alcuni aristotelici del suo tempo che, basandosi sul principio di autoritA�, non riescono a spiegare nulla e rimangono contenti della propria erudizione; non si manche di notare il riferimento esplicito di Galileo al mito della caverna di Platone. Le ombre su cui questi peripatetici concentrano la loro adorazione sono esattamente quelle che la sua nuova scienza vuole illuminare attraverso la��uso della geometria e della matematica le quali raccontano il vero, come suggerito nel Timeo dello stesso Platone. Si noti di sorvolo che similmente fece Cartesio nei confronti della sapienza scolastica, ritenuta totalmente insoddisfacente; cosA�, scrive il filosofo francese nel Discorso sul metodo si allontanerA� dalla erudizione scolastica a�?[…] avendo deciso di non cercare altra scienza se non quella che potevo trovare in me stesso oppure nel gran libro del mondoa�?. Non possiamo soffermarci su similitudini e differenze tra Galileo e Cartesio, tuttavia vorrei sottolineare come per entrambi il mondo si sia trasformato in un libro da leggere, qualcosa piA? di una metafora, piuttosto una metamorfosi. Sciolti i lacci dalla sapienza del passato Galileo (e Cartesio) cercano il fondamento nel gran libro della natura attivando una nuova capacitA� di lettura (quella matematica) dei segni del mondo.

Quale filosofia allora invoca Galileo? Una nuova filosofia che non si basi sulle conoscenze del passato ma che si basi su osservazione, misura e calcolo allontanandosi poi dal sapere dei sensi per dedicarsi alla pura visione matematica: famoso A? la��esperimento mentale del gran navilio utile a far capire come si incappi in errori quando ci si basa sulle percezioni del senso comune. Due i nemici della nuova filosofia dunque: le autoritA� del passato e i tranelli dei sensi. Una nuova filosofia dunque?

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