La dedica della serata di Fantafisica 2017

Quest’anno ricorre il bicentenario della scomparsa di Charles Messier, l’astronomo francese conosciuto nel Settecento come il Cacciatore delle Comete, ma rimasto alla storia come autore di uno dei cataloghi celesti più popolari.

La caccia alle comete cominciò con la cometa di Halley. Il ritorno della cometa generò una fremente attesa nella comunità scientifica tra il 1758 e il ‘59 dopo 78 anni dalla sua ultima apparizione. La sua comparsa avrebbe confermato le recenti teorie Newtoniane sulla gravitazione. Le ricerche andarono avanti per mesi, molti desistettero, ma Messier non si arrese, mostrò anzi una costanza impressionante che lo portò ad osservare la volta celeste consecutivamente per le notti di un anno e mezzo, e a sfidare i rigidi inverni parigini armato di telescopio, candela e un registro su cui appuntare le osservazioni. Per via di alcuni errori di calcolo della traiettoria apparente della cometa, il primato fu ritardato e limitato alla sola Francia. Ma il 1758 diede un primo e inatteso frutto: l’individuazione del primo di una serie di oggetti di un catalogo di fama imperitura. Da quell’anno Messier riuscì a guadagnare la meritata notorietà individuando ben 41 comete, a scoprirne ben 16 mai osservate prima. In contemporanea proseguì anche la ricerca degli oggetti dall’apparenza ingannevolmente simile a quella delle comete. Quarantacinque oggetti, di cui solo alcuni già noti, tra ammassi stellari, nebulose, galassie e asterismi andarono ad arricchire il Catalogue des Nébuleuses et des Amas d’Étoiles pubblicato in prima edizione nel 1774.

La sua intensa attività nonostante fosse essenzialmente di carattere osservativo lo portò a una serie di riconoscimenti nazionali e europei, dall’Inghilterra alla Russia e alla Germania. L’ossessiva ricerca di comete continuò costante come la ricerca degli oggetti del catalogo. “Niente assomiglia tanto ad una stella nebulosa, quanto una cometa che comincia ad essere visibile agli strumenti”. Il catalogo finale contenente ben 110 oggetti celesti indicati con la lettera “M” seguito da un progressivo fu pubblicato nel 1781 e stampato su Connaissance des Temps nel 1784. Ironia della sorte, Charles Messier è oggi ricordato proprio per via degli oggetti che lo distoglievano dalla sua prima aspirazione, la ‘caccia alle comete’. Il suo catalogo è tuttora molto diffuso soprattutto tra gli appassionati di Astronomia.

Questa e altre sorprese vi attendono nel corso dell’Introduzione all’osservazione del cielo, con il fantafisico Igor Proverbio. Il 5 agosto alle ore 21.00 presso cascina Linterno, via Fratelli Zoia 194, Milano. Non mancate!

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