Programma Cascine Aperte 2013

Non potevamo mancare all’evento di questo autunno promosso dall’Associazione Cascine Milano per immergerci nel verde del Parco Agricolo, la grande risorsa di Milano, secondo comune agricolo in Italia per estensione. Un patrimonio ambientale e culturale, sicuramente potenziale per Expo 2015, ma anzitutto per il presente e il futuro della città, che ha bisogno di risorse e attenzione per portare benessere e qualità della vita a tutti i cittadini, dai più grandi ai più piccoli.

 

21 settembre 2013 09:00
22 settembre 2013 20:00
Vedi il programma: http://www.associazionecascinemilano.org/evento/cascine-aperte/

 

Vedi il nostro piccolo servizio fotogratico sulla nostra pagina Facebook della smielatura dell’apicoltore Mauro Veca con la partecipazione di tanti bambini venuti a visitare Cascina Caldera.

 

In saluto alle tante attività del fine settimana, abbiamo riscontrato la partecipazione di personalità istituzionali come la Vicesindaco Ada Lucia De Cesaris (foto: Paolo Zandrini, vedi tutte le foto della passeggiata da Cascina Linterno a Cascina Caldera sulla pagina Facebook dell’Associazione Amici Cascina Linterno).

 

 

 

 

Pubblicato in Sognare la Terra - Cultura KM Zero | Lascia un commento

La fucina della complessità

 

Nell’intervista di Alex Zanardi a Margherita Hack, la scienziata affronta nel giro di un minuto e con estrema naturalezza tre temi molto profondi:

  • poca e fioca luce dal cielo ci da enormi informazioni sul cosmo,
  • la complessità nel massimo del suo splendore si trova proprio qua sulla Terra,
  • veniamo dalla materia che è stata prodotta dentro le fucine stellari.

La scienza più antica – l’Astronomia – è un raro, se non unico, esempio di disciplina quasi puramente osservativa e teorica. Storicamente madre della speculazione filosofica ha condotto l’Uomo a una presa di coscienza su temi a dir poco enormi: le sue origini, la sua collocazione nell’Universo, il suo destino futuro. L’evoluzione nel modo di osservare il cielo ha portato l’Uomo non solo ad enormi avanzamenti tecnologici che lo hanno guidato nello spazio, ma anche a cambiare nel corso dei millenni la propria concezione del Cosmo. Rimane tuttavia sbalorditivo pensare quanto, di fatto, tutto questo sia letteralmente fondato sull’osservazione di “piccole fiammelle”!

Tracy Caldwell Dyson sulla Stazione Spaziale Internazionale

Ma se c’è un posto nell’Universo astronomicamente interessante per quanto riguarda lo sviluppo della complessità, allora non dobbiamo andare molto lontano. C’è un posto dove la Natura ha dato il meglio di sé, dove sembra non aver badato a spese. La fucina della complessità è un posto unico, veramente speciale, dove la Natura può contare su tutto il tempo che ha. Ne dispone all’infinito! In alcune preziose “nicchie” di Universo le condizioni organizzano lentamente la materia verso la complessità, seguendo meccanismi talvolta anche semplici, a volte le vie più economiche, cavando ordine dal disordine.

Guarda la tua mano!

E’ fatta della stessa materia che è stata espulsa da una stella, dopo reazioni nucleari ad energie elevatissime. Gli atomi sono stati sintetizzati nel cuore di una stella o in una delle sue fasi più drammatiche – logicamente in una stella antenata del Sole. Poi la materia ha vagato a lungo nello spazio interagendo saltuariamente con qualche radiazione vagante. Un giorno di tanto tempo fa ciò di cui è fatta la tua mano è precipitato su questo formidabile laboratorio che si chiama Terra (magari sotto forma di meteoriti) per essere infine assimilata con una sequenza straordinaria di processi chimico-fisici in un organismo vivente.

Prenderne consapevolezza stupisce, ci fa sentire preziosi e unici!

Il nostro pianeta è un immenso e fragile bacino di complessità e questo non può che meravigliarci e indurci a prendercene cura.

“Siamo veramente figli delle stelle”, direbbe Margherita Hack.

 

Igor Proverbio

 

 

 

 

Pubblicato in Fantafisica | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Una donna più da podio che da piedistallo

Spunti di approfondimento fantafisico dalla conferenza del 10 agosto 2013


La seconda edizione di “Stelle cadenti” della serie di Fantastronomia “con il naso all’insù” è stata dedicata alla figura della grande scienziata e divulgatrice scomparsa lo scorso 29 giugno all’età di 91 anni.

Far parlare Margherita Hack attraverso i suoi scritti è stato l’obiettivo dell’ottima interpretazione di Roberta Arato su brani tratti liberamente dall’autobiografia “Hack! Come io vedo il mondo”, in apertura di serata, in ispirazione alla sua stessa tecnica divulgativa di un’altra opera scritta a quattro mani con Giacomo Leopardi.

Abbiamo poi scelto di proseguire il dialogo con la scienziata attraverso il suo riflesso su noi che cerchiamo di portare per quanto possibile la sua preziosa eredità culturale. Che cosa ci è rimasto di vivo di lei? Prima di tutto l’immagine vivida di un volto che trasmette serenità!

Nonostante i successi personali ottenuti in ambito scientifico (e non solo) rimase sempre schiva, coerente, combattiva, amabilmente genuina e intellettualmente onesta, doti fondamentali per uno scienziato, riconosciutele anche dai suoi avversari ideologici con cui non ha mai disdegnato il confronto pubblico, affrontato sempre senza ipocrisia.

Al termine della sua prima conferenza cui assistetti al Civico Planetario di Milano non resistetti al chiederle un autografo. Fu la sua reazione a farmi capire come fosse più importante lo scambio aperto di idee con le persone che non incensarle e metterle su un piedistallo. D’altro canto Margherita ha sicuramente conquistato un posto sul podio dei nostri cuori con il suo modo di fare della cultura scientifica una filosofia di vita, collocandosi tra i fisici che hanno vissuto la Scienza come un impegno completamente disinteressato verso la società, insieme a figure enormi come Eugenio Curiel e Carl Sagan. Nella sua visione del mondo non c’è spazio per l’Ipse dixit e per il mistero invalicabile a priori, per le conoscenze che “non si possono spiegare” perché debbano rimanere dominio di pochi. La Scienza non divulgata e non condivisa, è uno strumento spuntato perché o si trasforma in uno strumento di dominio o è destinata ad estinguersi nell’oblio, soffocata dalle mille emergenze taglia-fondi. La divulgazione è dunque trasformata nello strumento necessario per mettere in simbiosi Scienza e Società.

L’insegnamento di Margherita è inevitabilmente una scelta di centralità dell’essere umano e di valori universali come Uguaglianza, Pace e Progresso. La Scienza è il nostro strumento tecnico. Questo senza nulla togliere alla speculazione teorica, come afferma Fabrizio Mele nel suo intervento (video). L’Astronomia è l’unica scienza non sperimentale, ma puramente osservativa. Richiede uno sforzo speculativo particolarmente intenso e soprattutto collettivo. Nella speculazione trova spazio la fantasia che dev’essere libera di simulare gli scenari possibili, i quali, lasciati evolvere secondo le leggi fisiche e testati nella loro coerenza, sono infine collocati in base all’esito dell’esperienza di simulazione o tra le scoperte o tra le opere d’arte. E lo sforzo speculativo pretende dal buon scienziato proprio la genuinità, la coerenza, l’onestà intellettuale, proprio le doti che hanno contraddistinto il modo di agire di Margherita Hack.

Igor Proverbio

Pubblicato in Fantafisica | Lascia un commento

Pubblicazione dei risultati del Laboratorio fantastronomico – Caccia alle Perseidi

Presentiamo qua i tracciati approssimativi delle meteore nella notte del 12 agosto 2013. La distribuzione è sicuramente influenzata da effetti selettivi, ma sufficiente per evidenziare il radiante, data la frequenza elevata dovuta a ottime scelte dei punti di osservazione.

I primi risultati sono quelli riportati da Stefania e Daniele Carrara.  Località Ca’ di zocc – Valpiana – Serina (BG).

Il fenomeno ha presentato una gran varietà di sfumature dall’azzurro al rosso (informazione non rappresentata nello schema) dovute alla diversa composizione chimica delle polveri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I secondi dati sono quelli riportati dal gruppo: Marco Proverbio, Arianna Lugarini, Roberta
Arato, Aloisa Clerici, Riccardo Martinelli, Davide Raitieri. Località La Capitana – Maremma -
Magliano (GR).

Il quadrante con i tracciati approssimativi delle meteore (colorazioni da azzurrino a giallino) nella notte del 12 agosto 2013, è quello con direzione di osservazione SE-S-SO dalle 23.00 alla 1.00 circa. L’osservazione si è appoggiata all’utilizzo dell’app Astrolabio caricata su n.2 smartphone per orientamento.

Una stima grossolana del Tasso Orario Zenitale: circa 200, ottenuta moltiplicando i conteggi per un fattore correttivo tra i 3 e 5, tenuto conto delle condizioni di osservazione.

Igor Proverbio

Pubblicato in Fantafisica | Lascia un commento

Margherita Hack. Vita attiva, vita contemplativa

Video

Buonasera a tutti e grazie di essere qui.

Quando Gianni Bianchi mi ha invitato a questa serata in ricordo di Margherita Hack, mi sono sentito onorato ma, devo confessarlo, anche un po’ intimorito. Cosa potrò raccontare – pensavo – oggi che la filosofia sembra essere esclusa dalle grandi rivoluzioni e scoperte scientifiche, di questa grande scienziata di fama internazionale, delle sue intuizioni, delle sue lotte? Con in mente questo interrogativo, ho scelto di non raccontare della Hack scienziata; credo piuttosto di poter onorare davvero la sua memoria cercando in lei quella scintilla filosofica che esibiva avendola portata con sé dalle stelle.
Platone narra una storia che risale alle origini della filosofia: un giorno, mentre passeggiava intento a scrutare le stelle raccolto nei suoi pensieri, Talete cadde in un pozzo. Una servetta tracia che passava di lì lo schernì, osservando che egli si preoccupava di studiare le cose del cielo e così non si accorgeva di ciò che si trovava davanti ai suoi piedi.

Così lo stereotipo del filosofo o del sapiente distratto e poco concreto prese piede sin dalle origini nella storia d’Occidente, investendo nel tempo anche la figura del fisico e, ovviamente, dell’astronomo. Abbiamo ancora oggi i discendenti di questa progenie: quelli con la testa fra le nuvole, i sognatori, ma anche i topi da biblioteca o i chierici e via via su fino ai nostri politici che vivono, si dice, in un mondo parallelo e distante, non certo nel cosiddetto “Paese Reale”! Certo oggi la Scienza gode di una valutazione più clemente nei confronti dei propri voli pindarici, tuttavia la figura dello scienziato pazzo ricorda ancora quel vecchio pregiudizio. Proprio a questo pregiudizio si riferiva Margherita Hack quando disse:

“Nel nostro Paese quando si deve tagliare, si tagliano la cultura e la ricerca, ritenute evidentemente un inutile lusso”.

Qual è il presupposto di questo modo di intendere la figura del contemplativo e come mai oggi la scienza ha ottenuto un nuovo statuto di concretezza?
C’è un altro aneddoto che si racconta intorno alla vita di Talete, questa volta è Aristotele a narrarlo: Talete veniva criticato dai suoi concittadini per lo stato di povertà in cui versava a causa della sua inclinazione contemplativa. Un giorno, avendo previsto grazie alle sue conoscenze astronomiche e meteorologiche un abbondante raccolto di olive, prese in affitto tutti i frantoi di Mileto e della vicina isola di Chio; con l’arrivo dell’estate il suo sapere si sarebbe trasformato in un grande profitto grazie all’avverarsi delle sue previsioni: poté infatti fissare l’affitto dei frantoi in un regime di sostanziale monopolio.

Fin da principio allora, filosofia e cosmologia vivono la stessa sorte: da una parte si considera come il loro aspetto contemplativo le confini lontano dalla vita quotidiana, da un’altra è proprio guardare il quotidiano da queste distanze che consente al sapiente un agire pratico efficace.

Ci chiedevamo quale fosse il motivo di questo pregiudizio e come mai oggi la scienza possa godere di maggior credito da parte dell’“uomo comune”. Iniziamo dal rispondere alla seconda domanda: come mai oggi la scienza ha ottenuto un nuovo statuto di concretezza? Possiamo cominciare così: oggi viene riconosciuto l’aspetto predittivo della scienza, la sua capacità di visione e dunque il suo ruolo di guida. In questo senso il controllo e la sicurezza della vita umana viene sempre più affidato al sapere tecnico-scientifico, dalla medicina alla geologia, dalle scienze militari alla politica. Chi, infatti, può oggi dubitare delle conseguenze che lo studio dell’atomo o della cellula ha prodotto sulla vita umana, con il suo stuolo di miserie e meraviglie? Dunque l’atteggiamento contemplativo è redento se, è necessario considerarlo, si dedica alla vita pratica e propone ad essa soluzioni e cure. Allo stesso modo la filosofia, la scienza teorica e la vita contemplativa non si salvano se non inserite in questo quadro pratico e politico. Sembra allora che non ci sia scampo per l’atteggiamento contemplativo e la ricerca teorica.

Tuttavia, proprio Margherita Hack può insegnarci come interpretare questo nodo fondamentale del sapere contemporaneo e del sapere occidentale, questa donna che ha saputo mostrare al mondo attraverso le sue parole e le sue azioni come contemplazione e vita attiva, lungi da essere elementi in antitesi, sono piuttosto poli co-implicati dello stesso panorama: il cosmo e la vita.

Ecco allora come possiamo rispondere alla prima domanda: qual è il presupposto di questo modo di intendere la figura del contemplativo? Il pregiudizio che considera la contemplazione un’astrazione teorica o la pratica quotidiana un’attività grezza e plebea – lo stesso pregiudizio che non sa vedere come anche la teoria sia una pratica e la pratica una teoria! – è vittima di un’idea antica, quella che divide il mondo in spirito e materia, quella dell’uomo che – come scriveva Nietzsche – abita un mondo dietro al mondo.

Lungi dal voler portare in auge qualche improbabile oroscopo filosofico, vorrei mostrare come la vita del cosmo e la vita dell’uomo condividano il medesimo destino e non vadano pensati in maniera separata. Il verbo considerare, che indica oggi la capacità globale di valutazione, apprezzamento e giudizio, mantiene l’antica etimologia che rimanda alle stelle e agli astri come paradigma dell’etica umana, ovvero la capacità di essere insieme alle stelle, a ciò che è luminoso sopra di noi (con-sidus).

Questa conoscenza siderale atta a servire da guida e orientamento all’uomo, trova a mio avviso nella vita e nella persona di Margherita Hack un esempio fulgido e cristallino. L’atteggiamento contemplativo si è sposato nella grande scienziata con la vita attiva a dimostrazione che la visione dell’infinito universo e la capacità di essere partecipi della vita attiva quotidiana non si escludono, piuttosto l’uno indica la strada da seguire all’altro in un fecondo e reciproco scambio che segna la via propria di una possibile etica umana: il sapere del cosmo e il sapere contemplativo ricordano all’uomo la sua provenienza siderale costituendo l’infinito sfondo in cui le vicende umane si susseguono; come ebbe a dire Margherita Hack:

“[…] tutte le sere, quando si apre il sipario della notte, nel cielo nero si accendono le stelle e inizia lo spettacolo che da millenni mette in scena storie in cui si muovono eroi dotati di superpoteri, mostri e ibridi da fantascienza, fanciulle più divine che terrestri: tutti impegnati in un repertorio d’amori e d’avventure ai confini della realtà”.

La vita attiva e la vita quotidiana sono per la scienza e la filosofia il filo di Arianna che può salvarle dal delirio, dall’ideologia, dall’autismo e dalla dispersione: esse costituiscono quel luogo che, di fronte alla spaventosa infinità e grandezza dell’universo, accoglie l’uomo nella comunità dei terrestri riconoscendone il senso e il valore. Come scriveva Immanuel Kant rilanciando a suo modo il rapporto tra cosmo e uomo: il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.
Ecco l’esempio e il modello che rappresenta per me Margherita Hack e che ho voluto condividere con voi, consapevole che tutti noi custodiamo e riflettiamo questa scintilla filosofica che lei ha saputo mostrare.

Scrive la scienziata:
“Cos’ha in comune l’uomo con le stelle? Eh, parecchio, tutta la materia di cui siamo fatti noi l’hanno costruita le stelle, tutti gli elementi dall’idrogeno all’uranio sono stati fatti nelle reazioni nucleari che avvengono nelle supernove, cioè queste stelle molto più grosse del Sole che alla fine della loro vita esplodono e sparpagliano nello spazio il risultano di tutte le reazioni nucleari avvenute al loro interno. Per cui noi siamo veramente figli delle stelle”.

Grazie.
Fabrizio Mele

Pubblicato in Fantafisica | Lascia un commento

Agosto con il naso all’insù: le stelle cadenti e Margherita Hack

Le Associazioni Il Multiverso e Amici Cascina Linterno sono felici di invitarvi al quarto incontro Con il naso all’insù a cura dell’illustrissimo Dott.Igor Proverbio, astrofisico e fantafisico senza eguali nel Multiverso, con la collaborazione di Roberta Arato e il contributo di Fabrizio Mele. In questo incontro, oltre ad osservare lo spettacolo delle stelle cadenti a caccia delle Perseidi, ricorderemo la grande donna e scienziata Margherita Hack. Seguiranno tante sorprese oltre all’osservazione diretta del cielo per vedere, come dice Gianni Bianchi, se qualche Margheritina ci sorriderà tra le stelle!

Qui trovate il kit per la serata!

Pubblicato in Fantafisica | Lascia un commento

28 Luglio. Dalla città alla Terra

L’INTERVENTO DEL MULTIVERSO IL 28 LUGLIO A CARROPONTE.

Buonasera a tutti. Mi chiamo Fabrizio Mele e sono il Presidente dell’Associazione Culturale Il Multiverso.
Vorrei anzitutto ringraziare Annachiara Tassan e Anita Pirovano, che hanno invitato l’Associazione a partecipare a questa giornata d’incontri, e tutti voi per essere qui.
Mi è stato chiesto di portare a testimonianza delle buone pratiche esistenti a Milano, i progetti che la nostra associazione ha avviato sulla città.

Prima di fare questo permettetemi di sollevare qualche domanda. Siamo tutti qui perché vogliamo pensare al futuro della città, a come vogliamo che essa viva e si sviluppi. Dobbiamo essere onesti però: questa capacità di visione, questa veggenza, oggi sono in pochissimi ad averla. Come decidere allora in quale direzione muoversi?
Ci pare difficile pensare il futuro della città se non mettiamo in relazione locale e globale, ciò che appartiene al nostro territorio, al paesaggio milanese e lombardo, con ciò che si estende oltre i suoi confini. Possiamo permetterci di pensare la città senza questa visione d’insieme? Possiamo permetterci di pensarne il futuro senza affrontare questioni capitali che la coinvolgono e attraversano come la povertà, il diritto alla casa e al lavoro, la libertà della persona e dei popoli, la situazione economica e finanziaria globale, la produzione, il consumo e lo sviluppo sostenibile della Madre Terra? In che modo far dialogare questa complessità mondiale con la visione locale di Milano come città a misura d’uomo, come centro capace di nutrire i bisogni e le aspettative dei suoi cittadini? Noi crediamo insomma che non si possa pensare il futuro della città se non ci impegniamo in una visione globale del pianeta. Da dove cominciare dunque?

Direi che la nostra prima risposta è stata fondare l’Associazione Culturale Il Multiverso. Nata nel 2009 a opera di alcuni amici innamorati di Milano e del dialogo, convinti che da soli si può fare molto per cambiare il mondo (perché anche solo cambiare se stessi è già cambiare il mondo!) ma tutti insieme molto di più.
Il Multiverso, lo dice il nome stesso, mira a dare uno sguardo il più possibile policentrico sul mondo e sulla città, moltiplicando le prospettive e le idee per far entrare in dialogo, per dir così, le zanzare con l’anti-zanzare!
La città e il cittadino (locale e globale) sono al centro del nostro interesse. Per questo teniamo molto a tre idee: lo sviluppo sostenibile del territorio e della persona, l’educazione permanente, la conoscenza.

Il progetto da cui siamo partiti è la mostra Naviglio, cuore di Milano. Abbiamo messo in dialogo il passato e il futuro della città attraverso una mostra fotografica che unisce il vecchio naviglio della cerchia interna, ora interrato, con l’attuale e dinamica città delle macchine, per ottenere delle immagini forti che mostrano come potrebbe essere Milano se riportassimo l’acqua in città e i navigli venissero riaperti.
Le immagini ritraggono un naviglio vivo, parte del paesaggio urbano insieme ai tram, alle bici, ai passanti, e sognano la chiusura del centro storico.
L’idea che anima questa mostra è, non solo o non tanto quella della riapertura dei navigli, ma quella di ripensare la storia della città e dei suoi cittadini alla ricerca di una maggiore attenzione alla dimensione esistenziale ed emotiva che li coinvolge: abbiamo chiamato tutto questo svolta estetica. Da queste fotografie è nato un percorso che ci ha portato a sostenere i Referendum del 2011 sulla città di Milano (ricorderete che l’ultimo dei 5 quesiti riguardava proprio la riapertura dei navigli) e oggi ci porta a dialogare con associazioni e istituzioni per prenderci cura della città, dei suoi navigli e sviluppare insieme uno sguardo nuovo e coinvolgente sul tessuto cittadino.

Il Multiverso è anche uno spazio d’incontro di esperienze e riflessioni diverse, che si espande per accogliere idee e contenuti sempre nuovi. Sul sito dell’Associazione hanno preso corpo alcuni progetti legati alle competenze e alla formazione (dal geologo all’avvocato) dei diversi membri, che provengono da campi spesso molto differenti e hanno deciso di condividere le loro riflessioni e le loro domande, attraverso una serie di diari e laboratori.

Il progetto di Fantafisica, avviato in collaborazione con Cascina Linterno, mira a rianimare il nostro sguardo sugli eventi celesti e la nostra consapevolezza di terrestri (ovvero abitanti del pianeta Terra) in maniera emozionante, divertente e…pratica. Alla fine di ogni incontro, infatti, ci spostiamo nella splendida cornice del Parco delle Cave per osservare insieme il cielo notturno attraverso il telescopio.

L’ambiente del diritto è invece un progetto volto ad approfondire, attraverso una trattazione comprensibile anche ai non tecnici, aspetti importanti dei temi affrontati (come l’ambiente, l’immigrazione, le carceri) che spesso si presentano ostici ai non addetti ai lavori.

Italiani all’estero è un diario scritto e pensato a Bruxelles, da un amico espatriato, che riflette e s’interroga sulle sorti del nostro paese, dell’Europa e sulla società globale.

Il progetto Scrivereminore. Pratiche Filosofiche, fornisce una piattaforma metodologica per sviluppare dibattiti e aumentare i livelli di consapevolezza personale, civile e filosofica dei partecipanti. All’inizio fu una modalità di dialogo che utilizzammo principalmente per momenti di dibattito all’interno dell’associazione.

Quest’anno tuttavia è nato il progetto Sognare la Terra che, attraverso seminari di pratica filosofica sulla produzione e sul consumo sostenibile mette in dialogo produttori, gestori di GAS, giornalisti, scrittori, contadini, architetti, professori, cittadini, etc. intorno al tema del futuro della Terra ai tempi della mondializzazione e globalizzazione planetaria.
Come vivere e abitare la Terra di fronte a questa nuova sfida per gli uomini e dunque, come vivere la città? Domande capitali cui non è facile rispondere, domande alle quali, tuttavia, non possiamo sottrarci. Per questo pratichiamo la nostra etica: imparare ad abitare il multiverso.

Vi ringrazio per avermi ascoltato e mi auguro vogliate conoscerci meglio e aiutarci in questi nostri intenti.

Vi invito a venire a trovarci al banchetto e a partecipare alle nostre iniziative compresa la cura di quel progetto che è l’associazione stessa, uno spazio d’incontro di esperienze e riflessioni diverse, che si espande per accogliere idee e contenuti in movimento.

Buona serata.

Pubblicato in Sognare la Terra - Cultura KM Zero | Lascia un commento

Vandana Shiva: Lo spirito giusto per affrontare le sfide del 2015

Recentemente la città di Milano ha avuto l’onore di ospitare Vandana Shiva. Per l’occasione è stata organizzata una giornata di incontri pubblici in collaborazione tra l’Università Bicocca, la Fondazione Responsabilità Etica, la Fondazione Franceschi e il Comitato Scientifico per Expo 2015 del Comune di Milano.

Vandana Shiva economista e fisica indiana laureata alla University of Western Ontario, Canada, con una tesi di dottorato in “Variabili nascoste e località nella teoria quantistica” è una celebre attivista politica e ambientalista, che da anni si batte per cambiare pratiche e paradigmi nell’agricoltura e nell’alimentazione, contrastando l’uso degli Ogm e i colossi multinazionali del tecno-alimentare che attraverso i brevetti sulle sementi distruggono la biodiversità, isteriliscono la terra e mandano in rovina i contadini.

Si è occupata anche di ricerca interdisciplinare (scienza, tecnologia e politica ambientale) all’Indian Institute of Science e all’Indian Institute of Management di Bangalore approfondendo temi quali i diritti sulla proprietà intellettuale, di biodiversità, biotecnologie, bioetica, ingegneria genetica.

Nel 1982 ha fondato il Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy, un istituto di ricerca da lei diretto. E’autrice di numerosi bestseller (Terra Madre, Sopravvivere allo sviluppo, Monoculture della mente, Le guerre dell’acqua), leader dell’International Forum on Globalization nonché vicepresidente di Slow-food.

Nel corso dei suoi interventi ha ribadito la necessità di dare più diritti alla Terra (è una firmataria della Carta dei Diritti della Terra Coltivata), sottolineando che il modello di crescita quantitativa sviluppato dalle teorie economiche del secolo scorso è ormai al capolinea e che i numeri sempre crescenti su cui si è basato tale modello di fatto sono direttamente proporzionali all’impoverimento della natura e della comunità. Lo si vede in particolare nel campo del cibo. La politica dovrebbe fare il bene dei coltivatori e di chi si alimenta e invece fa gli interessi delle multinazionali, come è accaduto anche il 6 Maggio di quest’anno, quando la Commissione Europea ha presentato una bozza di legge contro la biodiversità delle sementi.

Con la globalizzazione la democrazia è diventata lo strumento politico delle multinazionali, gestito direttamente da loro e nel loro interesse, pertanto è necessario che la democrazia sia pensata e rinnovata partendo dal livello locale.

Ciononostante Vandana Shiva è positiva ed è convinta che siamo prossimi ad una rivoluzione che a suo modo di vedere partirà proprio da Milano, sostenendo che proprio “i giovani italiani costruiranno un mondo nuovo”. Secondo Vandana l’idea è quella di fare di Milano, in occasione di Expo 2015, la capitale mondiale della salvaguardia di diritti della Terra.

In merito al nostro Paese in questo contesto ha dichiarato: “Il vostro talento è uno straordinario senso della qualità. Una specie di istinto unico al mondo. Un livello irrinunciabile di dignità che prescinde da quello che sei e dal lavoro che fai. Come se ci fosse un diritto alla bellezza per tutti. E questo si vede ad esempio nella qualità del cibo, la grande attenzione a come viene coltivato, lavorato, cucinato…”

Le idee che Vandana Shiva ha proposto negli incontri di maggio a Milano confortano quanti attraverso le loro scelte si rendono parte di un’unica comunità globale che sta affrontando con coraggio le sfide del futuro e allo stesso tempo ricorda che per poter restare umili è importante sapere di non essere indispensabili. Grazie quindi a Vandana Shiva anche a nome della nostra piccola Associazione Il Multiverso, nata con questi obiettivi nel 2009.

Bisogna dire che oggi l’umiltà è più necessaria che mai. E’ con la forza dell’umiltà e la determinazione nel portare avanti le nostre idee, giorno dopo giorno prendendoci cura della Terra e degli esseri viventi che la popolano cambieremo questo pianeta.

Pubblicato in Sognare la Terra - Cultura KM Zero | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedi 16 Luglio 2013. In bici alla scoperta del Naviglio (by night)

Le Associazioni FIAB Ciclobby e Il Multiverso vi invitano a un giro in bici lungo la cerchia dei Navigli, sul filo di una storia proposta dalla mostra fotografica “Naviglio, Cuore di Milano”. Dopo un bel gelato…continua qui

Pubblicato in Cuore di Milano | Lascia un commento

Sognare la Terra

Soganre la Terra

Il Multiverso ha dato vita al progetto “Cultura KM Zero” per avvicinare il mondo dell’agricoltura, della filosofia e della cultura, investiti oggi dalle medesime sfide epocali: la mondializzazione delle merci, degli uomini, del bios, delle idee e il tentativo reiterato alla loro privatizzazione.

Agricoltura, produzione e cultura tra globale e locale: dove e come muoversi in questo spazio? Come dobbiamo pensare il nostro futuro?

L’idea di una produzione sostenibile non può essere pienamente attuata se non è accompagnata anche da un ripensamento dei modi della distribuzione, del consumo e del rapporto produttore-­consumatore. Questo ripensamento richiede una profonda revisione di alcune categorie fondamentali della nostra cultura, economia e politica.

Ragionare sulla produzione e sul consumo di un prodotto significa ragionare sul modo più generale di abitare e gestire la terra. Le aziende che lavorano seguendo i principi della sostenibilità e del km zero, i gruppi di acquisto solidale e le reti di produttori e consumatori che intorno ad essi si sviluppano, diventano laboratori di pratiche economiche e sociali che possono ispirare cambiamenti più profondi nell’economia, nella società e nella politica. Cambiare la terra coltivata e non, diventa
aspirazione ad una Terra diversa – e, ci auguriamo, migliore.
Questo è “Sognare la Terra”.

IL METODO

Attraverso un dialogo autocorrettivo, paritario e orientato da interessi condivisi, la Comunità di Ricerca Filosofica permette di intraprendere un percorso di costruzione sociale della conoscenza.

In seno alla Comunità di Ricerca i partecipanti imparano a criticare i ragionamenti deboli e a creare ragionamenti forti; imparano a farsi carico della responsabilità di dare il loro contributo insieme agli altri, ad impegnarsi nella solidarietà reciproca e nella auto-correzione del gruppo.

Pubblicato in Sognare la Terra - Cultura KM Zero | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento